Inchiesta antiracket, la Claai parte civile nel processo: “dobbiamo rispondere all’appello delle nostre imprese”

LECCE – “In attesa che si definisca la via penale, quella amministrativa deve essere celere, abbiamo numerose domande che poniamo al Prefetto e per suo tramite al ministero degli interni, al comune di Lecce e alla regione,” così Gigi Pedone, coordinatore della confederazione delle libere imprese e associazioni artigiane italiane di Lecce, che interviene sull’inchesta che ha colpito l’antiracket salento nei giorni scorsi.

Incomprensibile come -ha detto in conferenza stampa- i lavori alla Saracino costruzioni siano stati affidati dopo due giorni della sua costituzione alla camera di commercio“. Ma sono stati i punti sui quali, la confederazione vuole vederci chiaro ” lo dobbiamo alle numerose nostre imprese, che sono costrette ogni giorno a fare i conti con la buropcrazia. E che ci chiedono risposte precise“.

Ad esempio: quali provvedimenti amministrativi si intendano adottare dopo gli arresti; quali i fondi di bilancio che sono stati spesi in questi anno dall’associazione antiracket Salento; quali i fondi avuti dallo stato e dagli altri enti pubblici; le modalità di affidamento dei lavori per la ristrutturazione della sede; le denunce di estorsione e richieste di pizzo fatte dalle imprese e il loro esito; quali imprese sono state finanziate avvalendosi di eventuali convenzioni, fatte con gli istituti di credito e quali; l’elenco dei lavori, con le relative modalità di affidamento e gli importi, appaltati alla ditta Saracino.

Infine, la richiesta a fini cautelativi di cancellazione dell’associazione dall’apposito albo prefettizio.

 
Abitare Pesolino

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