Tap, a rischio intesa sugli ulivi. Renzi: “Non possiamo avere paura di un tubo di gas”

MELENDUGNO- Mentre Renzi afferma “Se vogliamo essere leader dell’energia pulita, non possiamo dire no”, sembra che sia  a rischio l’intesa raggiunta sabato sugli ulivi del cantiere del gasdotto Tap. Terzo incontro in Prefettura, in mattinata, per la conferenza permanente sull’ambiente. Si cerca la trattativa con gli attivisti, ciò a cui è stato delegato il comandante della Polizia municipale di Melendugno Antonio Nahi, per espiantare e mettere in vaso undici piante su cui è stata già effettuata l’operazione di zollatura. Durante il sopralluogo effettuato il 24 aprile, l’Osservatorio fitosanitario regionale e gli agronomi di Tap hanno ribadito la necessità di dover invasare gli alberi entro il 30 aprile, perché a lungo andare soffrirebbero, visto che fino a novembre non potranno poi essere toccati, per rispettare il fermo regionale.

A Melendugno, però, gli animi sono tesi, vista sia la contrarietà degli attivisti che quella del Comune, che ha chiesto anche in mattinata in Prefettura di rinviare l’espianto in autunno, proprio per evitare nuove tensioni. “Anche perché – dice il sindaco Marco Potì – comunque in ogni caso bisognerà attendere almeno novembre anche per trasferire i 16 ulivi monumentali, per i quali in mattinata c’è stato un incontro tecnico a Bari. Tap, su questi, non ha fornito la documentazione integrativa richiesta agli inizi del 2016, ritenendola non necessaria. Pertanto la decisione definitiva è stata rinviata dalla Regione a data da destinarsi”. Degli ulteriori 31 ulivi presenti nell’area di cantiere a San Basilio e già espiantati, 15 sono già collocati in vaso, mentre per gli altri non si avevano vasi così grandi per contenerli e Tap dovrebbe farsene carico.

Il prefetto Claudio Palomba, poi, ha formalmente chiesto al primo cittadino di prendere le iniziative utili alla rimozione delle barricate nelle strade interpoderali della zona, considerata la presenza di abitazioni, terreni agricoli e dello stesso cantiere Tap e la necessita’ di lasciare la viabilità percorribile per eventuali mezzi di soccorso. Un’operazione che, però, rischia di essere un buco nell’acqua se gli attivisti non avranno intenzione di concedere il loro lasciapassare, entro domenica, all’invasamento degli undici ulivi.

Intanto l’ex premier Renzi, durante una diretta Fb interviene in tema: “Se vogliamo essere leader dell’energia pulita, non possiamo dire no”dice “Non possiamo avere paura di un tubo del gas”. Queste le sue parole: “È evidente – ha precisato riferendosi a Tap – che se noi vogliamo andare sul gas, non possiamo avere paura di un tubo del gas e se sciogliamo di avere il gas, non possiamo dire che il Tap non va bene. Il Tap sta semplicemente cercando di ridurre la nostra dipendenza dai fossili per andare verso la direzione del gas”.

 

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