Cantiere Tap, tornano le barricate: attivisti pronti a bloccare i lavori

MELENDUGNO- Ci si oppone fisicamente, innalzando barricate, alla prosecuzione dei lavori nel cantiere Tap di San Basilio. Ci sono attivisti che hanno sempre presidiato la zona. A loro se ne sono aggiunti altri, appena arrivata la notizia della decisione del Tar del Lazio, che ha di fatto dato il via libera all’espianto degli ulivi che sorgono lungo il tracciato del progetto per la realizzazione del gasdotto che, dall’Azerbaijan approderà a San Foca, marina di Melendugno. Non se ne sono stati con le mani in mano, gli attivisti: utilizzando massi e anche le stesse rastrelliere smontate dal perimetro del cantiere, hanno bloccato due strade di accesso all’uliveto.

Da Tap inviano un comunicato e delle foto denunciando: “Durante la notte sono ripresi i lanci di pietre contro le guardie giurate che presidiano il cantiere. Sono stati divelti altri pannelli in della recinzione ed erette barricate lungo le strade di accesso. La zona è al momento raggiungibile solo a piedi”. Dal Comitato No Tap respingono l’accusa di lancio di oggetti. Non ci sarebbe stata alcuna sassaiola.  Anche il comandante della Polizia municipale di Melendugno Antonio Nahi non ha conferme in merito. Lui stesso ha parlato con i manifestanti e raggiunto con loro l’accordo affinché lascino passare le pattuglie dell’istituto di vigilanza privato Alma Roma, per i consueti cambi turno.

Dunque, dopo giorni di tregua torna lo stato di agitazione al presidio No Tap. Il ricorso della Regione era stato presentato per chiedere l’annullamento delle note del Ministero dell’Ambiente che autorizzavano Tap all’espianto degli ulivi nell’area del cantiere a San Basilio. Il 6 aprile il presidente della terza sezione del Tar del Lazio con un decreto urgente aveva accolto, in prima battuta, l’istanza della Regione Puglia e aveva sospeso gli atti ministeriali con cui veniva dichiarata pienamente ottemperata la prescrizione A.44 della Via, la Valutazione di impatto ambientale legata ai lavori per il gasdotto. Questa prescrizione è riferita alla cosiddetta fase 0 dei lavori e autorizza Tap a espiantare gli ulivi.  Ma giovedì il Tar del Lazio ha ora respinto il ricorso, dando di fatto il via libera alla prosecuzione dei lavori nell’area e, dunque, all’espianto degli ulivi rimanenti.

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