Rifiuti interrati, con “Muttura” l’inchiesta si fa teatro

 

LECCE – Alessandra e Daniela sono due donne molto simili eppure agli antipodi: l’una eccentrica presentatrice televisiva, l’altra casalinga schiava della casa. Vite diversissime ma legate da un filo rosso che non risparmia nessuno: lo scandalo rifiuti interrati, l’inquinamento selvaggio per mano dei loro uomini. Se ne sono macchiati tutti: professionisti in giacca e cravatta e operai, imprenditori e intermediatori, autotrasportatori e avventurieri. Un business per tutti. Per qualcuno, più degli altri.
Con “Muttura”, l’inchiesta sui rifiuti interrati nel Salento si fa teatro. Sul palcoscenico sbarca una delle storie più forti che la trasmissione l’Indiano di Telerama ha svelato: come venivano sepolti gli scarti industriali in provincia di Lecce, quali erano i meccanismi, dove venivano seppelliti rifiuti di ogni tipo, dai solventi e le pelli del calzaturiero agli scarti ospedalieri. Quando parla Tonino, “l’interratore” di Muttura, ritornano le parole dell’operaio che ai nostri microfoni denunciò quanto era avvenuto nella ex discarica di Alessano. Uno schema che si ripeteva quasi ovunque.
C’è molta verità nello spettacolo che la compagnia ALIBI_artisti liberi indipendenti porta in scena, per la drammaturgia di Walter Prete e l’interpretazione magistrale di Gustavo D’Aversa e Patrizia Miggiano.
L’uso della commedia è quasi dissacrante, una netta contrapposizione rispetto alla portata di un argomento che per questa terra continua ad essere un dramma autentico.
Il progetto ha preso a camminare due anni fa, dopo una preliminare fase di inchiesta e incontro con giornalisti, attivisti, vittime di abusi ambientali e giudiziari. E’ seguito poi l‘approfondimento delle fonti giornalistiche e letterarie, per arrivare alla scrittura di una storia-simbolo, amara e reale.

 

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