Artisti e pomodori: il futuro che Aradeo non sa di avere

ARADEO- Edoardo porta il nome di Winspeare, il regista che ha colto lo smalto di suo padre e ne ha fatto il simbolo di una musica territoriale. Lo incontriamo nel bar di famiglia, alla periferia di Aradeo. E suona per noi l’ultimo tamburello “ancora in vita” di Pino Zimba. Sta per compiersi un decennio dalla sua morte e qui, nel suo paese, c’è chi non lo dimentica e c’è chi non lo ha mai ricordato. “Mio padre lo celebrano in altri posti, gli hanno dedicato delle strade, lo onorano altrove. Qui no, qui siamo noi figli ad organizzare una festa per lui, con l’aiuto solo di pochi amici”, dice Edoardo, sguardo pulito, giovanissimo.

È il paradosso di Aradeo, che è culla di artisti ma non sa di esserlo, forse non se ne è ancora convinta.  Difficilmente si trova nel Salento un’altra realtà a così alta concentrazione di talenti. Che non sono solo Zimba o Emma Marrone. Qui è nata la storia moderna del teatro leccese, in questo palazzo baronale “Tre Masserie”, che per un decennio ha ospitato i Cantieri teatrali Koreja. Il teatro come risposta sociale e poi come coagulo di altre espressioni artistiche: Antonio Aluisi, fondatore dei Koreja assieme a Salvatore Tramacere, se li ricorda qui i primi concerti dei Sud Sound System, i primi respiri più europei, la sperimentazione. Ad Aradeo, la cultura ha avuto il coraggio di farsi strada con le sue forze. Sì, ne è nato un teatro tra i più noti, il Modugno, e tutti riconoscono il lavoro di Michele Bovino, responsabile del settore Cultura del Comune, ma molti artisti hanno dovuto spostarsi più in là. Ed è quello che è successo anche agli Après la Classe. Incontriamo Cesko mentre lavora all’ultimo disco. Sala prove, ritrovo, uno spazio messo a disposizione nel palazzo della cultura, in pieno centro, ma a Galatina.

“Ad Aradeo per ora non era possibile, anche se stiamo lavorando, d’accordo con i Koreja che hanno una sede, per la nascita lì di una sala prove e in futuro di una Università della musica. Non voglio buttarla in politica, ma di certo dovrebbe essere il Comune ad accorgersi del valore artistico del paese e valorizzarlo”. Aradeo non riesce ancora a promuoversi come paese degli artisti, a fare il salto di qualità, a trasformare questo patrimonio in leva economica. È al 92esimo posto sui 97 comuni del Leccese per reddito pro capite: 7.398 euro a testa, dicono i dati Irpef 2015. Chi resiste è chi ha deciso di ripartire dalla terra, recuperando un altro simbolo di Aradeo: il pomodoro da penda.

Karadrà è il progetto di giovani dell’Arci in grado di far scuola in Italia: laureati che tornano a casa e riprendono a coltivare la tipicità. Ora si lavora alla nascita della De.co., la denominazione comunale. Un tentativo di riscatto per il comune che registra il più alto consumo di suolo in provincia, con annessi serissimi problemi di allagamenti. Una risposta, anche, come trent’anni fa fu il teatro, al disagio sociale figlio del collasso economico. È a chi è finito in quella voragine che sta provando ad ammiccare la criminalità organizzata più prossima, quella della vicina Noha. I primi indizi i più attenti li hanno già colti.

 

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