Cantiere Tap: secondo giorno di tensione ma i camion portano via gli ulivi

MELENDUGNO- Alle prime luci del mattino c’è stato un altro accerchiamento, la manovra delle forze dell’ordine per arginare la folla. E così ai camion è stato consentito di entrare nel cantiere. Un uomo è stato colto da malore. Nuova giornata di tensione al presidio No Tap, davanti ai cancelli del cantiere in cui si sradicano gli ulivi. Ancora decine di camionette, forze dell’ordine in assetto antisommossa, un elicottero che sorvola la zona. Uno spiegamento di forze mai visto, forse più massiccio di quello del giorno prima.

Alle prime ore del giorno molte fasce tricolore, di almeno una trentina di comuni della provincia, da Alessano a Trepuzzi, erano presenti. Alcuni sindaci hanno passato la notte lì. La mattinata sembra scorrere senza scossoni, gru e camion sono al lavoro all’interno del cantiere, manifestanti e forze dell’ordine sono faccia a faccia. Gli attivisti intonano cori e cantano l’inno d’Italia.

Una donna di 70 anni tiene a dire di aver scavalcato un muro per poter raggiungere il presidio, che se gli accessi non fossero bloccati molta più gente potrebbe manifestare liberamente il proprio dissenso a Tap.

Poi, dopo una breve assemblea, i manifestanti decidono di spostarsi e circondare il cantiere. Per qualche secondo gli operai all’interno si fermano, spaventati dalla recinzione che potrebbe cedere. Ma non accade nulla, si continua così: protesta da una parte e lavori dall’altra.

 
Abitare Pesolino

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*