Torre dell’Orso, lo scempio nella grotta di San Cristoforo

TORRE DELL’ORSO- Il graffito di una nave, che risale probabilmente a circa 2000-2500 anni fa, è lì, preziosissimo quanto indifeso, tra graffiti di ben altro genere.
La Grotta di San Cristoforo, a Torre dell’Orso, è in preda ai vandali. eppure è un tesoro di inestimabile valore storico e culturale. è qui che sono state ritrovate antichissime iscrizioni nella roccia in lingua sia greca che latina, che testimoniano come il luogo fosse una sorta di luogo di culto per i navigatori. Fino agli anni Settanta si conservò la preghiera di “Felicior Hispanius”, un navigatore che cercava di propiziarsi le divinità affinché il suo personale viaggio potesse compiersi senza infausti eventi. Torre dell’Orso, lo ricordiamo, è citata da Virgilio nell’Eneide.

Eppure, da anni, in questa grotta sul mare regna lo scempio. Oltre alla spazzatura -ci sono cartacce e bottiglie-, sono state imbrattate le pareti interne. Scritte che deturpano anche le iscrizioni antiche. tempo fa, dei turisti hanno addirittura piantato dei chiodi nella roccia per installare un appendiabiti su cui mettere ad asciugare la biancheria. Da qui l’appello al sindaco di Melendugno perché si faccia qualcosa per ripulire e proteggere questo scrigno antico, custode della storia in riva al mare del Salento.

In merito all’atto vandalicoferma condanna dell’episodio anche da parte della Pro Loco. “Ferisce sapere che un sito di alto valore storico e archeologico sia oggetto di vandalismo -si legge nella nota- così come preoccupa la scarsa attenzione che i frequentatori del luogo hanno verso un bene che andrebbe invece rispettato e valorizzato. I rifiuti sparsi ovunque ne sono la prova. Oltre ad un’attento esame sullo stato del luogo ed un sollecito intervento di pulizia, occorre che le autorità competenti attuino tutte le misure necessarie per preservarlo in futuro da ulteriori offese”.

In merito all’atto vandalico ferma condanna dell’episodio anche da parte della Pro Loco.Ferisce sapere che un sito di alto valore storico e archeologico sia oggetto di vandalismo -si legge nella nota- così come preoccupa la scarsa attenzione che i frequentatori del luogo hanno verso un bene che andrebbe invece rispettato e valorizzato. I rifiuti sparsi ovunque ne sono la prova. Oltre ad un’attento esame sullo stato del luogo ed un sollecito intervento di pulizia, occorre che le autorità competenti attuino tutte le misure necessarie per preservarlo in futuro da ulteriori offese“.

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