Espianto ulivi, Emiliano: “lo stop nelle mani dei magistrati”

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LECCE-Gli estremi penali perchè la Procura possa intervenire non ci sono, per il Governatore della Puglia invece è tutto nelle mani dei Magistrati. Intanto domani l’incubo espianto ulivi a Melendugno potrebbe ritornare.

In tarda mattinata il primo cittadino Marco Potì ha incontrato il Pm Elsa Valeria Mignone “non possiamo porre l’area sotto sequestro nè intimare l’alt all’espianto– ha detto- non ci sono gli estremi penali, la Regione però potrebbe promuovere un ricorso straordinario al Tar“.

Per il Pm avrebbe dovuto prevalere certamente il buon senso da parte della società, visti i tanti dubbi sulla legittimità dell’avvio di qualunque procedura: inutile rimuovere adesso gli alberi, una fretta non giustificata. Intanto sul suo profilo fb il Presidente della Regione Emiliano risponde ad un attivista che sulla bacheca del Governatore posta uno sfogo, un appello affinchè la Regione intervenga. “L’attività di espianto è illegale– risponde Emiliano- ma le forze dell’ordine su disposizione del Governo non intervengono. Abbiamo denunciato tutto alla Procura della Repubblica: i Magistrati -conclude- sono gli unici ad avere il potere di fermare l’abbattimento“. Stando ad una prima valutazione, infatti, la Regione ritiene di non poter impugnare la nota ministeriale perchè atto endoprocedimentale chiarificatore, mentre spetta a Bari proclamare la chiusura della verifica di ottemperanza per la prescrizione via A44.

Intanto domani le ruspe potrebbero tornare all’azione e gli unici ad opporre resistenza saranno ancora gli attivisti dacchè tap di tutta risposta ha già fatto sapere a tutte le autorità coinvolte che a suo avviso “il quadro autorizzativo è da tempo delineato -si legge- e consente di procedere alle attività nei prossimi giorni“. Domani il caso approda in consiglio regionale.

 

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