Finge una gravidanza e persino la morte: condannata per stalking

QuattroStelle

LECCE- Un vero e proprio incubo, finito fortunatamente, per un 48enne residente a Lecce che dopo mesi drammatici ha trovato il coraggio di denunciare. Lei, una farmacista di 35 anni, ha patteggiato la pena, condannata per stalking.

Ad essere vessato questa volta, dicevamo, è un lui, un ex fotomodello. I fatti vanno dall’agosto 2015 al marzo 2016. La follìa della donna sarebbe scaturita dopo la decisione dell’uomo di porre fine a quella relazione. Da qui tutto ciò che segue sembra la trama di un film. Una storia che sembra un thriller mozzafiato la cui sceneggiatura avrebbe, comunque, dell’incredibile. Dalla decisione di chiudere gli atteggiamenti di lei. “Movimenti”, forse, tesi ad architettare una sorta di “vendetta”, iniziata con la messa in scena di una gravidanza, alla quale sarebbero seguite varie complicazioni. Il racconto dell’aborto clandestino e le conseguenti problematiche fisiche. Tutte “documentate” da foto e referti, che poi gli investigatori hanno stabilito essere “bugiardi”.

Accessi in varie guardie mediche ed ospedali. Il tutto con l’obiettivo di mantenere il rapporto con la vittima. Ma è a questo punto che la realtà supera di gran lunga la fantasia (finita nero su bianco nelle carte di un procedimento penale): la 35enne racconta di avere un problema cardiaco, per il quale è costretta a sottoporsi ad un delicato intervento. Arriva perfino ad inscenare di essere più volte sul punto di morte, fino a far comunicare alla vittima il suo decesso e la conseguente apertura di un fantomatico testamento, salvo poi tornare “miracolosamente” in vita. Insospettito da una situazione che inizia ad avere effetti devastanti sulla sua vita, il 48enne diviso dal senso di colpa e dall’angoscia derivanti dalla situazione, anche per le continue minacce di suicidio, denuncia il tutto.

Una tensione intollerabile per il suo equilibrio che lo spinge, finalmente, ad andare fino in fondo. Lui, difeso nella fase penale dall’avvocato Giacinto Epifani ed in quella civile dall’avvocato Anya Colizzi chiederà il ristoro dei danni subiti “per – sottolinea il legale – aver avuto forti stati d’ansia, derivati dalle messse in scena della donna, ed uno sconvolgimento della sua vita personale, sentendosi sotto ricatto morale e psicologico”. Una storia “al contrario”, un fenomeno, quello dello stalking al femminile, forse ancora poco conosciuto, che può, magari, essere utile a trovare, il coraggio di denunciare o chiedere aiuto, senza differenza di genere, prima che il tormento tolga l’aria.

 
Abitare Pesolino

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