Morto a soli 19 anni e dedito alla preghiera: Matteo Farina verso la beatificazione

BRINDISI- Matteo Farina oggi avrebbe 26 anni se nel 2009 a causa di un tumore celebrale non fosse volato in quella che lui stesso definiva “l’amata casa del padre”. Aveva solo 19 anni e per la sua comunità, quella brindisina, era già motivo d’orgoglio.

Il prossimo 24 aprile potrebbe esssergli ufficialmente riuconosciuta la beatificazione: sarebbe il primo caso nel Salento. Il suo grande altruismo, l’aiuto ai più deboli, i messaggi di conforto ai bisognosi: Matteo alla sua gioia di vivere non aveva mai rinunciato neanche quando la malattia aveva iniziato ad assorbire tutte le sue energie.

La sua prima preoccupazione è quella di non far pesare agli altri la propria sofferenza, perciò si mostra forte, sorridente, mai ripiegato su se stesso, ma sempre rivolto a chi gli sta vicino. Persino durante i diversi ricoveri in clinica ed in ospedale, quasi dimentico di se stesso, è sempre intento a pregare per gli altri ammalati e a confortarli, trasmettendo loro tutta la dolcezza dell’amore divino. Più passa il tempo e più Matteo vede la propria malattia come una prova da offrire a Dio.

Con i propri risparmi e le offerte dei suoi familiari apre un fondo per le missioni africane del Mozambico. La sua è stat una fede eroica che, unita alla speranza e alla carità, lo hanno contraddistinto rendendolo un faro per quanti lo hanno incontrato.

Il 24 aprile 2017 la diocesi di Brindisi-Ostuni vivrà un momento del tutto straordinario per la storia della Chiesa locale: si svolgerà la sessione conclusiva della fase diocesana del processo di Beatificazione e Canonizzazione di Matteo, proprio nel giorno dell’ottavo anniversario della sua nascita al Cielo. A lui è già riconosciuto il titolo di “servo di Dio”.

 

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