Arrivano le squadre antiterrorismo per controllare gli “obiettivi sensibili”

LECCE- L’antiterrorismo arriva anche a Lecce, con le squadre operative di supporto, le Sos, varate in Italia dopo l’attentato di Parigi alla redazione di Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015.

In città da qualche giorno sono presenti  i militari dell’11° Battaglione Carabinieri “Puglia” con sede a Bari. Rimarranno qui ed in provincia, per il momento, fino a fine mese. Svolgeranno attività di vigilanza dinamica di luoghi ritenuti sensibili, integrando l’attività di controllo del territorio e fornendo supporto all’Arma.

Sono unità speciali messe in campo dal Comando Generale con uomini appositamente addestrati ed in grado di fronteggiare le situazioni più particolari. Le Sos sono 13 in tutta Italia, affiancate dalle Aliquote di Primo intervento. E che siano a Lecce non è un caso: nel maggio dello scorso anno, alla presenza della procuratore nazionale antimafia Franco Roberti è stato siglato il protocollo in Procura, affinché gli uffici possano meglio coordinarsi, perché “non sappiamo dove si vadano a collocare le cellule”, aveva detto Roberti. Che questa sia una terra di transito è nelle cose, nella geografia, innanzitutto. Che possa diventare anche incubatore, però, è un rischio e la presenza accertata di condannati per terrorismo all’interno del carcere di Borgo San Nicola è un dato di fatto.

I carabinieri, al momento solo per poche settimane, tastano il terreno. Sono dotati di un equipaggiamento speciale: dalle armi lunghe d’assalto ai giubbotti e caschi antiproiettile fino alla  speciale attrezzatura in uso normalmente ai reparti d’élite dell’antiterrorismo.Uno ‘scudo’ di prima risposta antiterrorismo versatile e configurabile –dicono dal comando– secondo le necessità del momento in qualsiasi parte del territorio con brevi tempi di intervento”.

 

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