Marine, Lamosa a Salvemini: “la realtà prima di tutto”

LECCE- Cose fatte da cui partire per raggiungere altri obiettivi. La concretezza, caro Salvemini, deve essere il punto di partenza e non si può prescindere mai dalla conoscenza dei luoghi e dei problemi.

Un conto è la realtà, un conto è la fattibilità, un altro conto è l’impossibilità. Il sorvolo in elicottero che avrà fatto il consigliere Salvemini gli è servito, forse, a scattare una fotografia suggestiva, ma noi che camminiamo con i piedi per terra abbiamo, invece, la fotografia ravvicinata e istantanea“. Antonio Lamosa, dal Movimento popolare leccese, consigliere con delega alle marine, risponde a quanto detto dal candidato sindaco del Centrosinistra, proprio su marine e piano coste.

Carlo Salvemini aveva parlato di “Fallimento perroniano sul piano delle coste: un’ eredità pesante oscurata da slogan e facili entusiasmi. Noi costruiamo partendo dalle basi” .”Se non si conoscono le esigenze primarie del cittadino residente nei quartieri delle marine, non si può programmare e organizzare il futuro” dice Lamosa, che una settimana fa ha sottoscritto un progetto federativo con Generazione Salento e Movimento Regione Salento con lo slogan “Utili per Passione”.

Abbiamo installato uno sportello bancomat per sopperire alla chiusura dell’ufficio postale di Frigole, prevedendone uno anche per San Cataldo; riuscimmo a stanziare una somma di 60.000 euro da mettere a disposizione di una serie di lavori urgenti, verde pubblico, marciapiedi, piazzette a San Cataldo e a Spiaggiabella; parco giochi per bambini e pulizia della darsena di San Catald. In più,  in collaborazione con la Pro Loco di Spiaggiabella, abbiamo presentato un progetto per la realizzazione di passerelle in legno che permettano la fruizione al mare dei cittadini e, al tempo stesso, la tutela delle dune; abbiamo presentato un progetto pilota di sicurezza e videosorveglianza; abbiamo realizzato la manifestazione “Un mare di sport”.

Ti sei chiesto -gli fa eco Mauro Della Valle del Movimento Regione Salento, sempre rivolgendosi a Salvamini- per quale motivo o se ricordassi in quale dei 54 comuni costieri pugliesi dopo ben 11 anni dalla legge 17/06 vi sia un solo piano comunale approvato, prima di richiamare alle responsabilità l’amministrazione leccese? La Regione Puglia dal lontano giugno 2006 con la prima legge sul riordino della costa obbliga i comuni costieri alla pianificazione delle “file degli ombrelloni”, scaricando tutte le responsabilità sui sindaci costieri, sull’ impossibilità a pianificare i piani comunali. Un piano costa per demolire e non per valorizzare la costa. La Corte Costituzionale ha poi bocciato la legge pugliese. Quindi Si ricomincia daccapo, un milione e mezzo di euro per la redazione del piano regionale della costa, undici anni buttati a mare“.

 

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