Giliberti: “un nuovo stadio sul modello di Udine. Demoliamo e ricostruiamo con imprese locali”

LECCE-Un Via del Mare come non lo avete mai visto. L’ultima sfida in ordine di tempo del candidato sindaco di Lecce per il Centrodestra Mauro Giliberti, l’ultima idea nel mare di quelle che in questi giorni sta snocciolando, è questa: “Lecce ha bisogno di un nuovo stadio. Meno cemento e più servizi”.

Sul modello del Dacia Arena di Udine, pensa alla demolizione e ricostruzione contestuale e nella medesima area, già urbanizzata, per la quale sarà una grande occasione di riqualificazione. E dove giocherebbe il Lecce durante i lavori? Gli chiediamo. “Sempre lì -risponde- è questo il bello! Come hanno fatto a Udine, si giocherebbe tranquillamente anche con il cantiere all’interno dello stadio”.

Un’arena da 20.000 posti al coperto, senza pista di atletica, a misura di diversamente abile, bellissima ed efficiente, un catino in cui tifosi e giocatori siano davvero vicini. Una struttura al servizio della città in cui inserire altre strutture, come la sede dell’Us Lecce, del Coni, del Comitato Italiano Paralimpico, delle Federazioni sportive, della Federazione medici sportivi, del Museo dello Sport e del Museo dei Bambini, l’Officina del ciclista e del cicloamatore, quella delle auto e delle moto d’epoca. Oltre che, ovviamente, attività commerciali. Lo strumento del Project Financing -spiega- è un’opportunità che la prossima amministrazione è pronta a cogliere, con una grande attenzione per il coinvolgimento delle imprese del territorio”.

“L’idea -spiega l’associazione civica MoviMenti, a sostegno di Giliberti- è di utilizzare il project financing per alcuni rilevanti opere pubbliche. Una forma di partenariato pubblico-privato di tipo contrattuale che si distingue dalla tradizionale concessione soprattutto con riferimento al potere di iniziativa. Questo consentirà di attrarre capitali privati, a costo zero per l’amministrazione”.In altre parole, attraverso il progetto di finanza, la progettazione, la realizzazione e la gestione di un’opera pubblica o di pubblica utilità avviene con il concorso di un investitore privato, il cui capitale viene poi remunerato dalle entrate derivanti dalla gestione dell’opera per un arco temporale contrattualmente determinato. La peculiarità di questa procedura sta nel fatto che se il promotore non risulta aggiudicatario, ha facoltà di esercitare il diritto di prelazione e divenire aggiudicatario se dichiara di impegnarsi ad adempiere alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dall’aggiudicatario.

 

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