Nuovo impianto rifiuti nell’ex sansificio di Campi Salentina, Ce.ri.sma. ci riprova

CAMPI SALENTINA- La Ce.ri.sma., società del gruppo Montinaro, ci riprova: dopo aver visto bocciare il progetto di un impianto di compostaggio, presenta una nuova proposta per riconvertire l’ex sansificio Capurro, in contrada Falchi, a Campi Salentina. È lì che intende realizzare il primo impianto pugliese per il trattamento e il recupero di rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale e dalla pulizia degli arenili. L’istanza di procedura di verifica di assoggettabilità a VIA è stata depositata il 15 febbraio all’Ufficio Urbanistica del Comune, responsabile del procedimento, e al Settore Ambiente della Provincia.

“Per farci un’idea – conferma il sindaco Egidio Zacheo – una decina di giorni fa il nostro assessore ai lavori pubblici e un nostro tecnico sono andati in missione a Guidonia, in provincia di Roma, per visitare un impianto gemello collocato al centro della città. Abbiamo preso informazioni sulla tecnologia adottata, abbiamo accertato che non dà problemi di cattivi odori. Ora valuteremo il progetto nel dettaglio”.

L’immobile, poi diventato calzaturificio, incendiato nel 2009, è stato più volte al centro dell’attenzione per la grande copertura in eternit, in parte anche sbriciolato, ora bonificata. Ci si prepara, insomma, ad accogliere un nuovo impianto di trattamento di rifiuti, una novità assoluta per il territorio. La potenzialità prevista è di 40mila tonnellate l’anno e la tecnologia proposta il “soil washing”, letteralmente “lavaggio del suolo”. Consiste nel lavaggio, appunto, dei rifiuti in ingresso, che vanno dalle cartacce alle plastiche, dai mozziconi di sigaretta alle ghiaia. Da lì si ottiene il recupero della frazione inerte contenuta. L’obiettivo, infatti, è riutilizzare questo materiale, ghiaino, sabbia e ghiaietto, nel settore dell’edilizia e per l’asfaltatura di strade ed autostrade, sottraendolo alle discariche.

Il soil washing è un processo che utilizza reagenti chimici per estrarre il materiale. “Tutte le acque rivenienti dal lavaggio saranno depurate in loco, da apposita linea acque, e riutilizzate integralmente, pertanto senza contestualizzare alcuno scarico”, assicura la società, attraverso il suo legale rappresentate Alessandra Montinaro.

L’input è arrivato anche dalle nuove linee guida emesse nel maggio scorso dal Ministero dell’Ambiente: il rifiuto da spazzamento delle strade, che è circa il 5 per cento del totale dei rifiuti solidi urbani, ora rientra nel calcolo della raccolta differenziata, se avviato, appunto, ad appositi impianti di recupero.

 

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