Screening e senologia: il modello Asl basato sull’ascolto

LECCE- L’importanza di sapere “chi fa”, “che cosa” e “dove”. Perché quando una donna scopre di avere un nodulo al seno, basta anche il solo dubbio, è fondamentale che al suo bisogno di salute segua la risposta giusta. E’ questo il percorso logico che la Direzione Generale della ASL Lecce ha trasformato in metodologia, applicandola in concreto e a costo zero, partendo proprio dallo Screening, quindi dalla prevenzione.
Il Cup senologico ha infatti cambiato l’approccio diventando strategia complessiva, grazie all’avvio degli screening per le donne tra i 49 e 69 anni, dei follow up per le pazienti operate e delle agende personalizzate, sino a livello del singolo medico, per creare un doppio effetto positivo: accorciare le liste d’attesa e disegnare percorsi personalizzati.

«Sono le domande fondamentali, chi, che cosa e dove, che ogni operatore sanitario deve porsi e a cui deve rispondere – spiega il direttore generale Silvana Melli – quando ha davanti un utente. E’ la base da cui siamo partiti nella ristrutturazione di percorsi, primo fra tutti lo screening senologico, condivisi assieme alle associazioni di volontariato che, sostanzialmente, rappresentano chi il problema ce l’ha e pone domande stringenti all’azienda sanitaria».

Da non dimenticare, gli strumenti informativi già operativi: dal portale della Salute (che sarà aggiornato) al Punto Rosa, un servizio dedicato all’interno della Cittadella della Salute di Lecce che assicura un dialogo fisico e non solo telefonico.

 

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