Processo Scazzi, la parola alla Cassazione. Il legale: i giudici non saranno condizionati

TARANTO-L’udienza ha preso il via in mattinata. L’omicidio della 15enne Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana il 26 agosto del 2010 approda in Cassazione. I giudici sono chiamati ad esaminare i sei ricorsi presentati contro la sentenza emessa dalla Corte d’assise d’appello di Taranto il 27 luglio del 2015 che ha confermato le condanne all’ergastolo, inflitto in primo grado, per Sabrina Misseri e Cosima Serrano.Una sentenza in 1277 pagine, depositata solo diversi mesi dopo. Il collegio della Cassazione è presieduto dal giudice Arturo Cortese, mentre l’accusa sarà rappresentata dal sostituto Pg Fulvio Baldi. Il ricorso in cassazione nasce, dicono i difensori da una serie di vizi, elementi tralasciati, e soprattutto da un fortissimo, eccessivo, condizionamento dovuto alla morbosa attenzione mediatica sulla vicenda.

I legali di Sabrina e Cosima vogliono dimostrare l’estraneità delle due donne all’omicidio. Oltre a quelli presentati dalle difese di Cosima Serrano, di Sabrina e Michele Misseri (condannato a 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove), la Corte vaglierà i ricorsi di Carmine Misseri, fratello di Michele, condannato in secondo grado a 5 anni e 11 mesi per concorso in soppressione di cadavere, di Vito Russo junior, ex legale di Sabrina Misseri, e di Giuseppe Nigro (condannati entrambi a un anno e 4 mesi per favoreggiamento personale. All’udienza erano presenti, tra il pubblico, anche il papà  e il fratello di Sarah.

 

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