La macchina della donazione non si frena: nuovo prelievo multiorgano al Fazzi

In nottata, la macchina della donazione del “Vito Fazzi” ha portato a termine il suo secondo prelievo multiorgano, il terzo in una settimana nell'Asl di Lecce.

LECCE- Cuore, fegato e reni di una donna 53enne donati per offrire un’altra possibilità di vita a pazienti che si trovano a Torino e Bari. Dopo una lunga notte in sala operatoria, la macchina della donazione del “Vito Fazzi” ha portato a termine il suo secondo prelievo multiorgano, il terzo in una settimana nell’Asl di Lecce.
I familiari della donatrice salentina, una donna deceduta a causa della gravissima emorragia conseguenza di un aneurisma cerebrale, hanno acconsentito ad avviare la delicata procedura. Com’è successo soltanto 24 ore prima a Casarano, dove oltre all’impegno del personale del “Ferrari”, il lavoro di squadra si è arricchito dell’aiuto concreto dei medici dell’Urologia del “Fazzi”, per il prelievo dei reni, e sulla collaborazione del personale di Anatomia Patologica del “Fazzi” per la lettura della biopsia effettuata durante il prelievo.

«Alla base di tutto – dice il dott. Filippo De Rosa, coordinatore locale per il prelievo e trapianto del “Vito Fazzi” – c’è il favorire le donazioni. Un’attività difficile, lunga e faticosa, perché possiamo avere le migliori professionalità tecniche a disposizione, ma senza la componente umana, la capacità relazionale, l’empatia e il rapporto di fiducia che si riesce ad instaurare con le persone, i familiari, il nostro percorso sarebbe vanificato e non potremmo esprimere loro tutta la nostra gratitudine».

Un “processo” che in Puglia, in questo breve scorcio del 2017, contabilizza sette donazioni, mentre nel 2016 sono state 51. In Italia, sempre nel 2016, sono state registrate 1596 donazioni, di cui 1303 utilizzate, superando così quota 1300 per la prima volta dal 1992. Un’attività intensa che ha portato ad effettuare 3736 trapianti, a fronte di 8856 pazienti in lista d’attesa. La loro speranza è appesa ad una “chiamata” e, soprattutto, allo scatto di umanità e generosità che altre persone, in qualche altra parte d’Italia, avranno il coraggio di compiere.