Sarparea Resort, così cambia il piano. Al Comune di Nardò l’ultima parola

NARDO’- Il piano per la realizzazione del resort Sarparea, a Sant’Isidoro, si ripresenta al pubblico con una veste modificata rispetto alla precedente: cambiano le volumetrie, che, ridotte del 30 per cento, passano da 131mila a 95mila metri cubi; cambia la disposizione dell’albergo e delle unità abitative all’interno dei 169 ettari di proprietà; le costruzioni lasceranno intatti tre ettari di oliveto monumentale destinati a uso pubblico come Parco urbano; si prevede una fascia di rispetto di dieci metri da ogni albero, senza espianti.
La presentazione in mattinata, a Santa Maria al Bagno, da parte degli investitori inglesi giunge dopo il travagliato iter che tanto ha fatto discutere anche a livello nazionale, dopo il parere paesaggistico negativo rilasciato nel 2012 dalla Regione e prima dalla Soprintendenza. Da lì è nata la battaglia giudiziaria che ha portato il Tar, nel 2013, ad annullare i dinieghi e a riavviare il percorso, su impulso del Ministero dello Sviluppo Economico, con diversi incontri tecnici con Regione e Soprintendenza, enti che alla fine hanno approvato la nuova soluzione progettuale rimodulata.

L’area su cui sorgerà il villaggio turistico, una distesa di ulivi che risale il promontorio della marina di Nardò fin quasi a Masseria Sarparea, è tipizzata dal Piano regolatore come comparto 65, con almeno il 30 per cento di destinazione turistica e il 70 per cento residenziale. “Siamo investitori che hanno le capacità di realizzare un progetto unico, rivolto a una platea internazionale di turisti – dicono gli imprenditori inglesi – per far diventare Nardò il simbolo mondiale del turismo ecosostenibile e culturale”. Al Comune spetta l’ultima parola. Il piano attuativo della lottizzazione è stato depositato giovedì pomeriggio. Ora si valuta se la giunta, con propria delibera, lo approverà.

 

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