Freddo in classe, protesta in strada

LECCE- Un corteo che è partito dalla stazione ferroviaria e poi si è snodato per le vie del centro di Lecce, entrando a Porta Rudiae, percorrendo Corso Vittorio Emanuele, fino ad arrivare alla meta: Palazzo dei Celestini, sede della Provincia. Sono gli studenti di diversi istituti superiori facenti capo, appunto, all’ente presieduto da Antonio Gabellone. Non sono entrati a scuola perché fa troppo freddo.
Il problema sussiste in molti istituti: all’Olivetti, almeno un centinaio di ragazzi hanno scelto di non entrare a scuola. “Abbiamo problemi soprattutto al primo piano -dice la dirigente Patrizia Colella- perché gli impianti sono vecchi e la pompa non dà sufficiente pressione per raggiungere il piano superiore. Già ieri, e anche in mattinata dalle 7,00, sono intervenuti i tecnici mandati dalla Provincia”.

Anche al Fermi molti studenti hanno saltato le lezioni. L’istituto è molto grande e i termosifoni ci dicono siano tiepidi.

Al Calasso intere aule sono vuote, i docenti confermano che fa molto freddo. Giovedì alcuni ragazzi hanno portato da casa delle stufette e le hanno accese in aula. Alcuni si sono ammalati.

Nessuna criticità è stata registrata al Palmieri: al momento della riapertura non faceva certo caldissimo, ma l’accensione dell’impianto programmata in anticipo ha funzionato e i ragazzi stanno bene. Idem all’Antonietta De Pace.  Dalla Provincia, un genitore ha segnalato la situazione critica nel liceo scientifico, dove molti studenti hanno scelto di non entrare.

Non sembra essere, insomma, uno di quegli scioperi per cui spesso si accusano i ragazzi si inventare una ragione per non andare a scuola: il problema freddo c’è. E dopo le nevicate e le gelate dei giorni scorsi, l’inadeguatezza, la vetustà, l’insufficienza degli impianti nelle scuole è innegabile.

 

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