Terrorismo, bandiere isis in Albania. Intelligence preoccupata per Puglia e Salento

QuattroStelle

SALENTO-Uno dei principali allarmi per il terrorismo sul territorio italiano arriva oggi dal mar adriatico. E la Puglia risulta una delle frontiere più esposte a questo rischio.

Nulla a che vedere con i flussi migratori e con i viaggi della speranza che approdano sulle coste del Salento o le migliaia di richiedenti asilo che, in attesa del permesso di soggiorno, vengono portati nei centri di accoglienza di Bari e Foggia o nell’hotspot di Taranto.

L’allarme arriva dall’Albania. I servizi di intelligence hanno lanciato l’allerta radicalizzazione, fenomeno di recente risultato in crescita: in alcuni villaggi della città delle aquile, e in particolare quelli ai confini del Kosovo, da tempo sventola la bandiera nera dell’Isis. Secondo la fonte investigativa nazionale l’Italia risulta così un paese esposto. E la Puglia in particolare, come hanno raccontato fonti investigative a “la Repubblica”.

Questo per via della vicinanza geografica e gli stretti collegamenti emersi tra criminalità organizzata e traffico internazionale di stupefacenti.

Il rischio non ricade su città a caso del tacco dello stivale: In Italia vivono da tempo comunità originarie di quelle zone. In particolare in Puglia, con concentrazioni in Salento e in un comune della provincia barese. Vengono dal sud-est albanese esponenti di spicco anche della malavita organizzata pugliese, che vivono da anni nel barese e sono attivi in particolare nel traffico di droga e in quello di armi. Un fattore questo che rende potenzialmente più pericolosa la situazione, in quanto legherebbe la criminalità organizzata con le organizzazioni terroristiche. Non a caso, sulla cellula albanese da tempo lavora la Dda di Bari. Un fascicolo è stato aperto dopo la strage di Nizza ma fin ora nessuna svolta o allarme concreto.

Sul fronte prevenzione, la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo ha sottoscritto in estate un protocollo con i colleghi serbi che serve proprio a mettere in rete le informazioni. In questo senso il porto di Bari è in grado di offrire un supporto fondamentale: ha un sistema informatico di registrazione dei passeggeri che consente di verificare alle forze di polizia in tempo reale chi, quando e soprattutto accompagnato da chi ha viaggiato.

Proprio grazie a questo software – unico in Italia – è stato possibile individuare uno dei fiancheggiatori del terrorista che assaltò Parigi il 13 novembre 2015. Nessuno conosceva il suo nome ma la Digos di Bari scoprì che i due avevano viaggiato insieme da Bari a Patrasso il primo e il 5 agosto, in quel viaggio in Grecia nel quale fu probabilmente organizzata la strage.

 

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