Curarsi i denti? i salentini scelgono l’Albania ma attenzione alle fregature

LECCE- “Salve a tutti, sono Antonio e vengo dal Salento. Sono stato due volte a Tirana: la prima volta per un preventivo,poi la seconda ho fatto i lavori. Ho incapsulato 17 denti e sono molto contento del risultato“. I Salentini sempre più promotori del turismo dentale in Albania: non si contano le foto che li ritraggono sotto i ferri, quelle con dentature perfette e messaggi che invitano a conoscere gli staff dell’altra sponda e visitare la capitale, bellissima cittaà.

Le difficoltà economiche e i costi esorbitanti delle cure odontoiatriche in patria sono state la miccia che ha portato tanti a imboccare la strada del paese delle aquile. Poi però si è aggiunto anche altro: il passaparola tra conterranei sta convincendo in tanti a rivolgersi oltre Adriatico, perchè nel servizio è inclusa anche la vacanza.

Lo raccontano loro stessi, i pazienti, sui tanti profili social e i siti dedicati di cliniche albanesi: non ci sono solo i pugliesi agevolati dal volo diretto che da Bari in 40 minuti porta a Tirana, molti provengono anche dalla Sardegna, dal Lazio, dalla Liguria, persino dalla Svizzera. Vista la vicinanza e complice la perfetta padronanza della lingua italiana che gli albanesi hanno, dunque, i salentini hanno deciso di dirottare la preferenza dalla Croazia ai vicini di casa.

I prezzi di listino sono da urlo, in genere si risparmia fino al 60%. Gli impianti dentali in titanio costano mediamente 490 euro, mentre in Italia si arriva anche a 800 euro. Un pensionato leccese racconta ad esempio che nel 2014 aveva richiesto 3 preventivi ad altrettanti studi locali: 13mila euro per tirar via i suoi denti rimasti e fare una protesi. A tirana ha speso 5400 euro. E questo non perchè lì i materiali siano scadenti, ma perchè i margini di guadagno sono comunque elevati grazie ad una tassazione più contenuta: ad esempio non si paga l’imu e la tassa sui rifiuti  è appena di 10 euro al mese. E poi ci sono i canoni di locazione dimezzati e stipendi che oscillano tra i 200 e i 600 euro al mese. Il soggiorno invece è gratis: in albergo o negli appartamenti messi a disposizione dalle cliniche. Non solo: dall’arrivo in areoporto fino alla partenza si ha sempre a disposizione una guida, si viene “scarrozzati” ovunque, si viene accompagnati a visitare la citta o i centri vicini come Croia, oppure in spiaggia a pranzo o a cena insieme. Addirittura viene fornita gratuitamente una scheda telefonica albanese per chiamare.

Insomma tutto perfetto? Attenzione alle fregature. Il turismo dentale ha la sua ragion d’essere negli iter velocizzati e nei trattamenti sporadici, motoivo per cui è più sempliche che venga proposto di estrarre i denti e procedere con impianti nuovi piuttosto che tentare  di salvare il salvabile con lunghe cure. Il vero problema poi è nell’assistenza postuma: si rompe un ponte? si allenta una vite? si infetta l’impianto? bisogna riprendere l’aereo e ritornare in Albania, perchè i dentisti italiani raramente intervengono sui lavori fatti da altri e perchè poi le garanzie riconosciute decadono se il paziente ricorre ad interventi di altri professionisti.

Chiedere un eventuale risarcimento inoltre è un’avventura: per costi , legislazioni diverse e burocrazia in molti ci rinunciano, tornando così al punto di partenza.

 

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