“Da uovo fritto a costellazione”: il nuovo Pug presentato a porte chiuse, sarà noto tra un mese

LECCE- Porte sbarrate per stampa e pubblico. Per conoscere l’impianto del nuovo Pug, il Piano urbanistico generale che Lecce attende da trent’anni, i cittadini dovranno aspettare il 20 gennaio, quando, al teatro Paisiello, sarà illustrato durante un’assemblea pubblica, subito dopo l’approvazione della proposta fissata in giunta per qualche giorno prima. Nel pomeriggio, invece, il Pug è stato reso noto ai soli consiglieri comunali in un’aula consiliare di Palazzo Carafa inaccessibile. Una scelta di metodo preferita rispetto, ad esempio, alla presentazione in commissione e un’opzione bollata come poco trasparente da una parte della minoranza, come quella che fa capo a Carlo Salvemini, che ha deciso di disertare l’incontro. Sedici i consiglieri in tutto presenti. “Nei prossimi giorni – dice una stringata nota ufficiale – gli amministratori comunali avranno la possibilità di confrontarsi con gli uffici per sottoporre eventuali valutazioni tecniche”.“Si fa così”, replica l’assessore al ramo Severo Martini.

A raccontare la città che sarà è stato Mosè Ricci, architetto e docente di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Genova, il consulente scelto dal sindaco Paolo Perrone.

“Nessuna espansione urbanistica”, assicura Ricci. Dopo la crisi che, anzi, ha lasciato strascichi sull’edilizia, è tempo di “riqualificare l’esistente”. Come? Rammagliando le varianti concesse, dando senso e respiro ai quartieri attraverso le zone rimaste “vuote” anche nelle periferie.Dunque, da una città concepita nel vecchio piano regolatore come “uovo fritto”, con il centro e i rioni estesi entro la circonvallazione, si passerà ad una “costellazione”, con collegamenti leggeri – almeno nelle intenzioni – tra l’esistente, le masserie rurali e le marine, concepite come un “unico parco abitato tenuto insieme dalla litoranea”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*