Omicidio stradale, Motta: “si prevedono aumenti di pena irrazionali”

LECCE-Per quanto sia stata presentata come una svolta, le perplessità ci sono tutte sulla normativa relativa all’omicidio stradale. Il procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta, lo dice a chiare lettere: “è singolare che ora non si possa più contestare la colpa generica e dunque l’omicidio colposo, perché si parla solo di colpa specifica e di aggravanti (non di elementi essenziali) della fattispecie, in virtù dei quali si ha un aumento della pena – ha ribadito Motta – irrazionale e su cui la Corte  costituzionale potrebbe intervenire.  Si arriva addirittura a 15 anni di carcere”. 

L’argomento è stato analizzato in mattinata alle Officine Cantelmo, a Lecce, durante il convegno organizzato dalla Procura della Repubblica di Lecce e dal compartimento di Polizia Stradale della Puglia, che ha presentato anche i nuovi strumenti computerizzati di rilevamento degli incidenti stradali.Le implicazioni sono tante, a maggior ragione in una terra ad alta incidentalità sulle strade urbane ed extraurbane come il Leccese.

C’è il problema dei prelievi di sangue, entro quanto tempo doverli effettuare perché siano considerati validi e alla coazione dei controlli ematici in base alla gravità del reato. Poi c’è il tema delle visite mediche legate, invece, allo stato di ebrezza alcolica e alla verificare dello stato di alterazione psicofisica.

Sono un nodo per la configurazione dell’omicidio stradale. Innanzitutto, per il primo aspetto, perché per legge lo stato di ebrezza deve superare le soglie previste altrimenti non c’è punizione. Poi, per quanto attiene all’assunzione di stupefacenti, la Cassazione di recente è stata netta: non è sufficiente provare che si siano assunti nel momento precedente al mettersi alla guida stupefacenti, poiché va dimostrato che lo stato di alterazione psicofisica ci sia al momento del sinistro.

 

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