Da zona agricola a casa vacanze. A suon di varianti la campagna cede il passo al cemento

PARABITA-Per qualcuno, è un copione così ripetuto da non fare più notizia. Un vizio antico del territorio, che però è costato caro, carissimo: ha scaraventato la provincia di Lecce nella parte alta della classifica delle zone d’Italia a più alto consumo di suolo, area “rossa” per l’Ispra, al pari delle grandi aree urbane di Milano, Napoli e Roma.

Quello che accade a Parabita è l’esempio di come continuamente il mattone aggredisce la campagna: un’area tipizzata come “verde agricolo” viene tramutata in “Turistica Ricettiva”. In questo caso, tra l’altro, la variante urbanistica, adottata dal Consiglio Comunale a marzo e riportata in uno degli ultimi Bollettini ufficiali della Regione Puglia, è stata “benedetta” dai pareri positivi di molti enti, Regione compresa.

Il progetto risale al novembre 2013 e nell’aprile 2015 ha incassato l’ok della conferenza dei servizi. A presentarlo la società Indra srl di Milano, amministrata da un manager di Alezio, comune in cui, tra l’altro, sempre nel 2013 ha ottenuto il cambio di destinazione d’uso del Casino Rocci da fabbricato rurale ad albergo a quattro stelle. Ed è proprio al confine con Alezio che si trova anche il terreno oggetto della variante accordata dal Comune di Parabita.

L’opera è considerata un «piccolo intervento»: dodici case a schiera con 26 posti letto e unità centrale di servizi, da destinare a residenze turistico-alberghiere. Una cubatura da poco più di 2mila metri cubi e una superficie fondiaria pari a 10mila mq. Al posto delle opere di urbanizzazione secondaria, il Comune ha accettato poi la richiesta di monetizzazione pari a 3.824 euro.

Aldilà dei numeri, il cuore è nel resto: Parabita non è ovviamente l’unico ente a vergare varianti di questo tipo, ma a colpi di atti simili è tra i Comuni a più alto consumo di suolo nel Leccese, visto che ha già bruciato il 15,3 per cento del suo territorio, oltre la media provinciale, già molto alta, del 13,3 per cento, come emerge dal Rapporto Ispra 2015 “Il Consumo di suolo in Italia”.

Ragionamento che va legato ad un altro: Parabita è anche tra i 40 Comuni leccesi in cui la pianificazione del territorio è regolata da uno strumento urbanistico di quasi mezzo secolo fa, visto che è ancora in vigore un piano di fabbricazione risalente al 1971 e in 45 anni non si è riusciti, nonostante i soldi spesi per i progettisti, a partorire un prg o un pug.

 

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