Tentato omicidio a Lizzanello, il giorno prima un mancato Tso

QuattroStelle

LIZZANELLO-  Non è stata una tragedia inaspettata. La violenza con la quale Antonio Longo, 48 anni di Lizzanello, ha tentato di ammazzare il padre, i familiari, madre e sorella, suoi conviventi, la conoscevano bene, tanto che il giorno prima del dramma, sabato pomeriggio, avevano chiesto aiuto al 118 per un trattamento sanitario obbligatorio che il medico, intervenuto con l’ambulanza, non ha ritenuto di dover effettuare.
Un’iniezione e una terapia da seguire a casa sono state ritenute sufficienti probabilmente a tranquillizzare l’uomo sul momento, ma non a proteggere i suoi famigliari. Domenica mattina antonio, in preda all’ennesima crisi di follia, ha quasi sgozzato il padre.  Una scena da film horror quella che si sono trovati davanti i carabinieri di Lizzanello, i primi ad essere intervenuti sul posto. In cucina sangue ovunque, e Severino Longo, 73 anni quasi morto per terra. A chiamare il 112 era stato proprio il figlio , parole deliranti secondo le persone che hanno avuto modo di ascoltare la telefonata.

“Mi faceva fare la fame, per questo l’ho accoltellato”, avrebbe detto il 48enne accusato di tentato omicidio e finito ora in ospedale, nel reparto psichiatrico speciale del Fazzi, piantonato a vista. Un energumeno con seri problemi psichici, ritenuto pericoloso per sé e per chi gli sta intorno. I suoi famigliari parlano di una tragedia annunciata. A farne le spese proprio il capofamiglia, che ha subito un delicatissimo intervento chirurgico alla gola. I medici probabilmente sono riusciti a salvargli la vita, ma l’uomo non potrà più parlare, le corde vocali sono state recise di netto

 

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