“Non chiamiamoli pazienti”. La psichiatria punta sulla reintegrazione

LEQUILE-25 candeline e a soffiarle insieme operatori, pazienti e familiari del centro Diurno di Lequile. Progetti terapeutico-riabilitativi destinati ai pazienti con disturbi psichiatrici seguiti dal Centro Salute Mentale di San Cesario.

Ma definirli pazienti non è più adeguato, perchè gli studi e le sperimentazioni terapeutiche da anni procedono a passo spedito, e il percorso verso un equilibrio è anche e sopratutto una battaglia contro un pregiudizio radicato che non aiuta.

Il centro è inserito nella rete riabilitativa del dipartimento di salute mentale dell’Asl di Lecce. A parlare di una nuova frontiera interviene lo stesso Direttore che prescrive una “non cura” a base di tre comunissimi ingredienti.

La vera malattia è la ghettizzazione e si nutre di una diffidenza verso chi ha perso la propria strada. Inserimento e integrazione rappresentano la soluzione a tutto. Non serve andare lontano, basta non considerare la diversità come sinonimo di un pericolo da cui prendere le distanze.

Una lotta al dogma, al preconcetto, a quel concetto statistico di normalità che piuttosto che abolire i preconcetti, li alimenta. Così la psichiatria procede a passo spedito sul territorio, portando a casa grandi soddisfazioni.

E.Fio

 

 

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