Pistole e passamontagna, poi la resa: sfuma il colpo da 150mila euro

LECCE-Pistola in pugno, passamontagna in volto e tanto sangue freddo: quando intorno alle 11 i due rapinatori fanno irruzione nella gioielleria del centro commerciale “Centrum” di via Giovanni Paolo II, non esitano a puntare l’arma contro chi è all’interno. È la cruda sequenza immortalata dai video delle telecamere di videoserveglianza del negozio.

Attimi infiniti. Invita alla calma il ragazzo a cui i malviventi intimano di aprire la cassaforte e di riempire i borsoni dei preziosi. In volto tanta paura. I due arraffano anche il denaro presente all’interno del registratore di cassa e fuggono via. Intanto, però, qualcuno assiste alla scena e avvisa la polizia. Sono i cittadini a dare indicazioni alla pattuglia sulla direzione di fuga dei rapinatori, lungo una traversa di via De Gasperi.Il resto è il far west che la città ha rischiato di vivere in mattinata e documentato in presa diretta dalle telecamere di Telerama.

Dopo il colpo esploso in aria da un agente per intimare al fuggitivo di fermarsi, il giovane si libera del giubbotto sotto al quale nasconde una pistola di piccole dimensioni, ma pronta a far fuoco, come accertato successivamente. Vistosi raggiunto, il ragazzo, su viale Giovanni Paolo II, si lascia bloccare. È Antonio Gabellone, 20 anni, brindisino, già noto alle forze dell’ordine.

Le ricerche del secondo rapinatore vanno avanti. I passanti aiutano i poliziotti fornendo descrizioni: capelli biondi, maglia di colore nero, è visto mentre scavalca un muretto di cinta di una palazzina, presto circondata. Lui, il malvivente, da una finestra al primo piano, punta l’arma verso un poliziotto. È pronto a sparare. Gli agenti fanno scudo per consentire al collega di mettersi in sicurezza. A niente valgono le richieste di arrendersi. Dopo aver udito tre colpi provenienti dall’interno della palazzina, viene autorizzata l’immediata irruzione.

Un blitz che porta, alla fine, alla resa. Si accerterà poi che, in quel tentativo di fuga, l’uomo è entrato in uno studio medico puntando l’arma contro un dipendente che, in stato di choc, non ha risposto alla domanda su dove fosse l’uscita. Dunque, il rapinatore è salito fino all’ultimo piano, esplodendo tre colpi contro la serratura della porta del terrazzo per aprirla.È finito in manette. È Roland KARAJ, 22 anni, albanese, anche lui già noto alle forze dell’ordine.

Il valore dei preziosi rubati, secondo una prima stima, si aggira intorno a 150mila euro. Merce e denaro sono stati riconsegnati ai titolari della gioielleria.

 

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