275, sale la tensione per il vertice romano. Anac: “Tar di Lecce non era competente”

LECCE- Il Salento trattiene il fiato in vista del vertice romano sulla statale 275, in programma per martedì 13 settembre. La consapevolezza che si tratti di una matassa più che ingarbugliata emerge sempre più forte dalla lettura delle pagine della relazione finale dell’Autorità nazionale Anticorruzione, che svela anche altri dettagli macroscopici, oltre alla stoccata che fa tremare le vene e i polsi, vale a dire il riferimento a “scelte dettate da interessi di parte”, a cui i 22 anni di iter sarebbero stati piegati.
Tra i cortocircuiti che vengono fatti emergere ce n’è uno impensato: il Tar di Lecce, che più volte si è pronunciato sulla vicenda con sentenze che hanno segnato il cammino dell’opera, non aveva la competenza per farlo.

Lo scrive il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone: “E’ pur vero che sulla procedura è emerso comunque un appesantimento oltremodo ingiustificato del contenzioso, con decisioni di volta in volta adottate dai giudici amministrativi che sono stati chiamati ad esprimersi tavolta non perfettamente coerenti. Si riscontra, peraltro, che il Tar Lecce è stato chiamato a pronunciarsi sui ricorsi presentati dalle parti in causa in contrasto con la previsione del bando di gara che, quale organismo responsabile delle procedure di ricorso nella procedura de quo, individuava il Tar Lazio”.

I limiti di trasparenza, mancanza di coordinamento tra istituzioni coinvolte, interessi di parte prevalenti, rimarcati dalla relazione, sono quei “profili patologici” a cui Anac imputa “un aggravio di oneri per i tempi dilatati in modo ingiustificato della procedura”. Ora che si fa? Nel Salento se lo chiedono tutti. Ai nostri microfoni, nelle scorse ore, il premier Matteo Renzi ha fornito rassicurazioni: “l’opera si farà”.

Ma come la 275 si farà? Questo è il punto ora, lo stesso che martedì verrà affrontato durante il vertice tra prefetto di Lecce Claudio Palomba, Anas e direttore generale del settore “Strade e Autostrade” del ministero delle Infrastrutture. Perché l’intenzione del governo è stata già resa chiara dal ministro Delrio: rivedere il progetto e andare avanti sul modello Expo, vale a dire sotto lo stretto controllo dell’Anticorruzione. E da indiscrezioni sempre più prepotenti emerge che l’intenzione di Anas sarebbe quella di azzerare la procedura e ricominciare da zero. Con la conseguenza di dover anche mettere in conto la nuova sfilza di contenziosi e richieste di risarcimento danni dietro l’angolo.

 

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