275, mazzata bis dall’anticorruzione: “Scelte dettate da interessi di parte, ora Anas decida”

LECCE- Ne ha per tutti, l’Autorità Anticorruzione: per il Consorzio Asi, che quando affidò la progettazione della 275 non ha adottato procedure di evidenza pubblica;per il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che non ha vigilato su Anas; per la Regione Puglia, che a tutela dell’interesse pubblico non ha messo in atto i suoi poteri di vigilanza, compreso quello di revoca del finanziamento. Ad Anas, poi, è contestata una sfilza di violazioni e omissioni in tutto l’iter relativo alla nuova statale Maglie-Leuca, con un’accusa pesantissima: “non si è mostrata all’altezza della gestione di tutto il procedimento tecnico- amministrativo, non contrastando adeguatamente gli interessi di parte che di volta in volta negli anni si sono manifestati”.
Perchè questo è la nota dolente che l’Anac mette nero su bianco nelle 72 pagine di relazione conclusiva del procedimento avviato già un anno fa e delle cui contestazioni intermedie, a dicembre, Telerama ha dato conto in anteprima. Sono seguite le controdeduzioni delle parti in causa. Ora la delibera finale a firma del presidente Raffaele Cantone e datata 6 settembre. Anac ci va giù pesante: “a fronte dell’importanza dell’opera e dell’interesse pubblico alla sua realizzazione è emerso che il procedimento di attuazione ha mostrato tutti i suoi limiti in relazione agli ostacoli che di volta in volta si sono presentati, determinati dal prevalere di scelte dettate da interessi di parte e dalla mancanza di un adeguato coordinamento tra tutte le istituzioni coinvolte”.

L’avvocato Pietro Quinto ha ricevuto in mattinata la relazione, in quanto legale dell’ati Matarrese Palumbo, arrivata quarta nella gara, ma secondo il Consiglio di Stato l’unica a cui Anas doveva assegnare l’appalto da 288 milioni di euro, andato invece, con tanto di contratto già firmato, al Consorzio cooperative costruzioni di Bologna. A Matarrese Anac aveva addebitato, da ultimo, la presentazione di polizze fideiussorie false.Ora la palla ritorna ad Anas. Ma è una vera palla avvelenata. Anac lo rimarca: “Anas, di concerto con gli enti preposti” deve tenere “in debito conto quanto messo in luce dall’Autorità”nel procedere ad una “valutazione delle possibili iniziative da intraprendere”. E sono valutazioni che “nella doverosa considerazione della adeguatezza del progetto – scrive Cantone – non possono prescindere, anche in relazione all’ingente investimento programmato, da considerazioni circa l’attualità delle scelte progettuali del progetto deginitivo posto a base di gara; a questi accertamenti dovranno aggiungersi le valutazioni di tutti gli ulteriori fattori di rischio connessi a ciascuna ipotesi di scenario oggetto di valutazione in tema di oneri aggiuntivi e possibili contestazioni, nonché di affidabilità degli operatori economici”.

 

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