Morte clochard, parla chi occupa la sua casa: “Nella bufera, ma da noi nessuna minaccia”

LECCE-La famiglia Primitivo fa entrare Telerama, in esclusiva, nella casa che ora è sulla bocca di tutta Lecce. È questo l’alloggio che venne assegnato nel maggio 2015 a Giuseppe Fiorentino, il clochard morto d’infarto il mese scorso, per strada, dopo aver denunciato, nel giugno di un anno fa, di essere stato costretto a lasciare questo immobile in seguito a minacce di morte che avrebbe ricevuto in forma anonima, anche sul cellulare.
Siamo nella zona 167 di Lecce, a due passi dalla chiesa di San Massimiliano Kolbe, al civico 4 di via Pistoia. Loro, una coppia con due figli minorenni, di cui uno con problemi asmatici, hanno occupato abusivamente questa casa, senza averne titolo, dopo aver vissuto nei depositi al piano terra e a casa dei genitori e dopo un’attesa di 13 anni in graduatoria. Qui è entrata nel luglio 2015. Ma senza sfondare la porta: “le chiavi – dice Mauro Primitivo – ce le ha date direttamente Fiorentino, a cui abbiamo consegnato una prima caparra di 350 euro e poi il 24 agosto altri 150 euro. Non abbiamo però purtroppo alcuna carta che possa dimostrare ciò”.

È quello che è stato messo a verbale anche davanti alla polizia municipale, che ha ascoltato Primitivo in qualità non di persona informata sui fatti, ma di indagato nel procedimento che si è aperto dopo il decesso del senzatetto. Nella bufera, dunque, ora, ci sono loro. “Ma le minacce a Fiorentino non sono venute da noi”, ribadisce la famiglia.

Il 3 giugno 2015, i vigili urbani hanno messo a verbale la presenza qui della signora Tornese. La polizia municipale è tornata a luglio, accertando che ci fosse poi la famiglia Primitivo. Ma dalle informazioni che Telerama ha raccolto parlando con più persone, emerge che in quel mese da questo alloggio sono transitate, per pochi giorni, anche altre due coppie. Nel frattempo, Fiorentino ha sporto denuncia il 23 giugno e il 13 luglio 2015 ha chiesto all’Ufficio casa di prendere provvedimenti. Solo nel febbraio 2016, i vigili tornano in via Pistoia: l’immobile viene posto sotto sequestro e attualmente i custodi sono i Primitivo, che qui potranno rimanere fino al 13 novembre. E’ la guerra tra poveri che la gestione degli alloggi popolari, come fatta finora, ha partorito.

 

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