Conapo: “Anche il Salento pagherà in termini di sicurezza”

LECCE- “Alcuni degli speleo sub impegnati nelle ricerche e recupero dei corpi dei tre sommozzatori scomparsi durante un’immersione nelle grotte sottomarine di Palinuro sono giunti dal Nucleo Sommozzatori Vigili del Fuoco di Brindisi, sede che insieme ad altre cinque, il Governo Renzi ha deciso di chiudere con un decreto firmato circa un anno fa per ossequiare la spending review“. Così Giancarlo Capoccia, segretario provinciale CONAPO..

“Un gravissimo errore politico e una vera e propria perdita di sicurezza per tutti i cittadini, compresi quelli salentini, purtroppo avvallata anche da alcuni sindacati politicizzati, che noi del CONAPO chiediamo di ridiscutere. Una storia di soccorsi e recuperi che dura da oltre 50 anni che potrebbe riempire centinaia di pagine se si dovesse fare la cronistoria dell’attività svolta Nucleo Sommozzatori Vigili del Fuoco di Brindisi.

La realtà del Grande Salento che si caratterizza oggi per un enorme flusso turistico, ormai destagionalizzato, per un enorme quantità di manifestazioni pubbliche di ogni genere che si svolgo a mare, per un intensissimo traffico di natanti da diporto ed un altrettanto intensità di pesca, sia professionale che amatoriale e per il transito continuo di navi nel Canale d’Otranto che negli ultimi anni ha richiesto spesso l’intervento del Nucleo Sommozzatori Vigili del Fuoco di Brindisi.

Il Nucleo è risultato determinante per evitare conseguenze ambientali disastrose per l’economia turistica. Ritengo -conclude-che la sicurezza rappresenta un principio indispensabile ed elementare al necessario sviluppo di qualsiasi territorio per questo, da tempo, abbiamo chiesto al Governo anche un segnale di attenzione verso i Vigili del Fuoco, ma tace. In ogni caso, al di là delle nostre richieste di avere retribuzioni parificate agli altri corpi, noi vigili del fuoco siamo e saremo sempre votati al bene primario della sicurezza dei cittadini, ci tengo a dirlo a scanso di equivoci sono i politici che si devono vergognare di usarci come carne da macello”.

 

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