Ztl h24, le firme valide sarebbero più di 3mila. Esulta il comitato: “Il referendum si farà”

LECCE- “Noi ne eravamo certi: le firme sono quasi tutte valide e superano il limite delle 3000 sottoscrizioni previste dallo statuto comunale” – esulta il Comitato DECIDI TU!. la notizia è ancora ufficiosa ma, se confermata, vorrebbe dire che si farà il referendum propositivo cittadino per l’istituzione della zona a traffico limitato, a lecce, 24 ore su 24 e per tutti i giorni della settimana. I primi giorni di giugno era stata consegnata nelle mani del Segretario Generale del Comune di Lecce la richiesta formale di indire il referendum, corredata da 3.348 firme.
“19 associazioni hanno lavorato fianco a fianco per raccogliere le firme. Adesso dobbiamo ottenere l’election day.”Il Comitato infatti da tempo chiede a gran voce che il referendum cittadino si tenga nella stessa giornata del referendum costituzionale, che dovrebbe essere il 20 o il 27 novembre. “Purtroppo verifichiamo che c’è una precisa volontà di evitare l’abbinamento, forse perché si ha paura del risultato, che potrebbe suonare come una bocciatura delle scelte dell’amministrazione comunale in tema di mobilità” dice Ernesto Mola, del comitato “Decidi tu!”.

Scelte amministrative che sono state confermate con l’approvazione del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile dove si prevede di puntare sui mezzi alternativi alle automobili private senza prevedere una estensione della ZTL.

“Noi chiediamo con decisione l’abbinamento. Il Sindaco non ha alcun diritto ad ergersi come unico interprete dello statuto, che non è suo personale ma di tutta la città. Forse il Consiglio che lo ha approvato potrebbe avere l’autorevolezza di esprimersi, ma credo che la parola debba passare ai giuristi che sono gli unici abilitati a pronunciarsi sull’interpretazione giuridica dell’espressione “elettorale”. Lo statuto espressamente vieta l’abbinamento del referendum cittadino a “operazioni elettorali”, ma il buon senso e le nostre modeste conoscenze giuridiche ci fanno pensare che il referendum costituzionale non è operazione elettorale, perché non elegge nessuno ma consulta i cittadini su un preciso quesito.”

L’abbinamento dei due referendum favorirebbe l’affluenza alle urne, rendendo più chiara ed esplicita la volontà popolare, e comporterebbe un risparmio per le casse comunali dei circa 200.000 euro necessari per l’allestimento dei seggi.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*