8 giorni di sciopero della fame: la battaglia di Pati contro Restinco e prigionie politiche

MARTANO- Cosa spinge uno stimato docente di liceo a indire, in pieno agosto, lo sciopero della fame? “Cosa crede di fare?” è la domanda degli scettici. Eppure, lui, Pati Luceri, da Martano, rivendica tutto il senso di una lotta maturata nel tempo: quella per la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione dei migranti, in primis quello di Restinco a Brindisi. E poi quella storica per la liberazione dei prigionieri politici curdi e palestinesi. 
Lo fa dal Salento, ma non è solo. Altri 300 in Palestina stanno facendo altrettanto. Lo incontriamo nella villa comunale di Martano, accanto al monumento che è inno alla libertà. Lo ha tappezzato di informazioni. Per far sapere. Con lui i compagni di sempre e il sindaco Fabio Tarantino, solidale e pronto a sottoscrivere un ordine del giorno per rendere anche istituzionale la portata della battaglia: ieri era per la chiusura del Regina Pacis di San Foca, oggi è per Restinco.

Ippazio Antonio Luceri insegna al Liceo scientifico Stampacchia di Tricase ed è molto noto anche come storico della Resistenza nel Salento. La morsa allo stomaco, dopo 8 giorni, si fa sentire. Lui, “Pati il ribelle”, non cede: nella mattinata di venerdì sarà in Piazza Sant’Oronzo, a Lecce, per portare questi temi nel cuore del Salento. 

 

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