Piromani all’attacco. Fuoco appiccato su più punti per far ardere le marine

LECCE- Più focolai, più punti in cui appiccare il fuoco e far fare il resto al vento, ricacciando una buona fetta del litorale leccese nella morsa delle fiamme: pomeriggio di paura, disagi e tanti danni a Frigole e a Torre Chianca, compreso un pezzo di Parco di Rauccio. E la certezza degli addetti ai lavori è una sola: quella modalità non è frutto del caso ma di dolo, di mani di malintenzionati che volevano colpire duro e ci sono riusciti.

Ci avevano provato già tre giorni fa, sempre lì, tra le masserie sparse e il bosco di Torre Veneri. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, però, era riuscito a scongiurare il peggio.

Il peggio si è ripresentato nel pomeriggio, trasformandosi in una lunghissima lingua ardente che neppure l’impiego di canadair è riuscito a domare per tante, troppe ore. Acqua dal cielo e acqua da terra, con numerose squadre di pompieri, protezione civile e associazioni che si occupano di antincendio boschivo.

Ad andare in fumo una vasta zona del sito di importanza comunitaria di Torre Veneri, sia macchia mediterranea che pineta, dal limite del centro abitato di Frigole fin dentro al confine del poligono militare. E poi, dall’altra parte della strada, con precisione quasi geometrica.
È stato necessario evacuare anche alcune abitazioni, con famiglie frigoline costrette a lasciare casa per ore per evitare pericoli maggiori. La colonna di fumo ha raggiunto anche le spiagge affollate di bagnanti a San Cataldo.
Scenari di inferno che si aggiungono a quelli che nel primo pomeriggio hanno destato non poca apprensione a Santa Cesarea Terme, dove le fiamme hanno divorato dieci ettari di terreni incolti e un ettaro di sottobosco, nella zona panoramica nei pressi dell’istituto alberghiero. È da lì che provenivano i canadair che hanno tentato l’impossibile nelle marine leccesi

 

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