Xylella, si torna a tremare: dissequestro degli ulivi in vista per la prossima settimana

LECCE- Il dissequestro degli ulivi è in cantiere per la prossima settimana. Ciò che fa tremare davvero più di qualcuno è la sua stretta conseguenza: il ritorno dell’incubo abbattimenti, sia perché a mesi di distanza dagli ultimi tagli di ulivi sembrava un capitolo ormai chiuso sia perché finora si è scottato chiunque abbia dovuto gestire questo passaggio con la popolazione all’opposizione.
Questo, però, è lo scenario che si sta profilando, a 24 ore dalla nuova lettera di messa in mora che la Commissione Ue ha inviato all’Italia per i ritardi accumulati nel contenimento del batterio Xylella fastidiosa.

Nel pomeriggio di venerdì, si è fatto il punto durante un vertice in Procura tra il procuratore capo Cataldo Motta e le pm titolari del fascicolo, Valeria Mignone e Roberta Licci. Che la strada sia quella del decreto che farà cadere i sigilli è quanto ha preannunciato apertamente anche Motta, “per evitare equivoci”, ha spiegato. La ragione alla base di ciò è chiara: far decidere alla politica, a questo punto, le sorti del territorio. Perché è lo “schermo” dei sigilli a tenere ancora in piedi migliaia di alberi. Senza quello, ritornano automaticamente in vigore le ordinanze di abbattimento che, se pur emesse durante il periodo di commissariamento non più in vigore, sono atti della Regione, ancora pienamente validi e mai revocati.

È questa la questione in cima alle preoccupazioni del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, che prepara l’incontro fissato per la prossima settimana con il governo: l’Italia ha sessanta giorni di tempo per rispondere, dati alla mano. E la prospettiva sul tavolo è quella di un aggiornamento, in chiave più drastica, delle misure di contrasto a Xylella.

La Procura, tuttavia, ha intenzione di giocarsi anche un’altra carta: far recapitare alla Comissione Ue il rapporto relativo alle osservazioni fatte dal Corpo Forestale sul territorio, riguardanti sperimentazioni in corso o cure semplicemente legate alle buone pratiche agricole, per documentare la ripresa degli ulivi colpiti dalla fitopatia, almeno quelli trattati e non lasciati al loro destino. In queste ore, dunque, si lavora alla redazione del report da spedire agli altri attori istituzionali, memori delle parole contenute nella sentenza di due mesi fa della Corte di Giustizia Ue, che ha dato la possibilità di comunicare eventuali cambiamenti al fine di valutare possibili modifiche alle direttive europee nel contrasto alla malattia.

Intanto, ci si prepara ad intensificare il monitoraggio nei campi, stavolta da effettuare in contraddittorio con i proprietari, come imposto dalle ordinanze del Consiglio di Stato. “Stiamo formando 300 giovani ed entro ottobre monitoreremo 180mila ettari”, specifica Gianluca Nardone, a capo del Dipartimento. Ad oggi gli ettari passati al setaccio sono appena 3mila, nella fascia cuscinetto e di contenimento. Entro la prossima settimana, inoltre, è prevista la pubblicazione dei risultati del bando sulla ricerca in campo, la procedura con la quale la Regione a dicembre ha messo a disposizione 2 milioni di euro.

 

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