Sbarchi, trend in discesa ma i traffici sempre più in mano ai brindisini

LECCE- Sono meno della metà degli arrivi dello scorso anno, ma i dati lasciano spazio a sorprese: sono sempre meno siriani e iracheni e sempre più somali i migranti che giungono sulle nostre coste. E, soprattutto, sono tanti minori.
Questo dicono i dati ufficiali delle forze di polizia, relativamente agli sbarchi nel Salento. E da questi affiora, tra le righe, anche dell’altro: nella tratta delle persone ci sguazza anche la criminalità locale, in particolare quella nord Brindisina.

Non c’è allarme immigrazione, dunque, almeno per il momento. In questi primi sei mesi del 2016, a fronte di dieci episodi di sbarco, sono stati 268 i migranti rintracciati nel Leccese: 76 sono i minori, 125 gli uomini, 67 le donne.

Nel 2015, invece, gli arrivi sono stati in totale 898: 169 minori, 587 uomini adulti, 142 donne. Le medie, facendo un confronto, sono dunque più contenute quest’anno. L’estate potrebbe tornare a ingrossare la rotta via mare e far aumentare i flussi, è nelle cose. Ma lo scorso anno così non è stato, visto che si è preferito risalire i Balcani via terra.

Tuttavia, c’è un elemento di grande novità a segnare il 2016: sono calati drasticamente i migranti siriani, che nel 2015 rappresentavano oltre la metà degli arrivi, 527, mentre quest’anno sono stati appena otto. Molti meno anche gli iracheni, appena due rispetto ai 109 dell’anno precedente. Significa che le loro non sono più le prime due nazionalità d’arrivo, come nel 2015, poiché a farla da padrona è quella somala: 102 nel 2015, già 92 in questo primo semestre. È il segno di un’organizzazione sempre più rodata dal Corno d’Africa alla Turchia, base di partenza, fino al Capo di Leuca, meta d’approdo.

Crescono anche le presenze di afghani (75 al posto dei 53 del 2015) e pachistani (56 nel primo semestre 2016, 18 nel 2015), mentre calano iraniani (19 nel 2016, 37 nel 2015), bengalesi e palestinesi (5 quest’anno, 38 nel 2015).

Chi gestisce questi flussi? Sbrogliare la matassa non è semplice. Ciò che è certo è che tutti gli scafi partono dalla Turchia e dalla Grecia. E gli arresti dicono che a organizzare le traversate quest’anno c’è la new entry dei georgiani, mentre lo scorso anno a metterci lo zampino sono stati addirittura gli ucraini. Gli italiani ci provano eccome: sette quelli in manette in un anno e mezzo. Scafisti soprattutto brindisi, a conferma di quanto accennato dai Servizi Segreti nel rapporto consegnato tre mesi fa al Parlamento: “Si tratta di ex contrabbandieri di tabacchi lavorati esteri (TLE) – avevano scritto dall’intelligence- esperti scafisti capaci di eludere la sorveglianza marittima, che utilizzerebbero imbarcazioni veloci di limitate dimensioni (non oltre le venti persone) intercettando una domanda in grado di sostenere costi elevati di viaggio”.

I DATI DEGLI ARRIVI
2015
898 migranti: 527 siriani; 109 iracheni; 102 somali; 53 afghani; 38 palestinesi; 37 iraniani; 18 pachistani; 5 bengalesi; 5 ucraini; 2 albanesi e 2 turchi.

1′ SEMESTRE 2016
268 migranti: 92 somali; 75 afghani; 56 pachistani; 19 iraniani; 8 siriani; 6 georgiani; 5 palestinesi; 3 egiziani; 2 iracheni; uno yemenita e un albanese.
I DATI DEGLI ARRESTI
2015
19 scafisti: 4 italiani; 5 ucraini; 3 pakistani; 2 albanesi; 2 greci; 2 turchi; un siriano.
5 arresti per reati collegati (possesso documenti falsi)

1′ SEMESTRE 2016
9 scafisti: 4 georgiani; 3 italiani; un greco e un albanese.
I DATI DEI SEQUESTRI
2015
13 natanti sequestrati: 8 gommoni; un peschereccio; due barche a vela bi-albero; due motoscafi.

1′ SEMESTRE 2016
Sei natanti sequestrati: due velieri caicco; tre motoscafi; un gommone.

 

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