Xylella, Accademia dei Lincei difende ricercatori baresi. Oggi task force

BARI- Ad esporsi, stavolta, è l’Accademia Nazionale dei Lincei, la più antica accademia scientifica del mondo: la Xylella che attacca gli ulivi salentini ha origine da un ceppo unico. E’ una delle conclusioni del gruppo di studio appositamente formato e basta a far capire il concetto: si difende a spada tratta il lavoro dei ricercatori di Bari, a cui si dà solidarietà poiché le loro tesi “hanno una solida base scientifica”, dicono dall’Accademia. Si contestano, invece, le conclusioni a cui sono giunti i consulenti della Procura di Lecce, che, invece, avevano parlato di almeno nove ceppi differenti e già ben radicati sul territorio. «Stupisce – è scritto nello studio – che i ricercatori che hanno contribuito a sostenere ipotesi alternative, a fronte di elementi scientifici certi emersi nell’ultimo anno, non abbiano riveduto le loro posizioni e preso le distanze dai gruppi che le sostengono».

Lo studio è stato diffuso a poche ore dalla convocazione della task force regionale, che si riunirà nelle prossime ore a Bari per “una valutazione congiunta della sentenza della Corte di Giustizia europea”, che ha ritenuto pienamente legittima la misura di Bruxelles dell’espianto anche delle piante sane ricadenti nel raggio di cento metri da quelle infette.

Gli accademici Roberto Bassi, fisiologo vegetale all’Università di Verona, e Giorgio Morelli, Consiglio per la ricerca in agricoltura, coordinati da Francesco Salamini, uno dei maggiori botanici italiani, ribadiscono che i vettori della malattia sono gli insetti e le piante che dai vivai vengono trasportate in nuovi impianti olivicoli, mentre non ha sostegno l’ipotesi di una responsabilità dei laboratori scientifici nella diffusione del batterio.

«L’agente causale della malattia è Xylella fastidiosa, una conclusione che abbiamo accettato come non più discutibile», spiegano e aggiungono che «tutti gli isolati di Xylella all’analisi molecolare sono riconducibili a un identico genotipo», un ceppo denominato Codiro.Poi la frecciata: «sarebbe urgente abbassare l’eccesso dialettico che confonde lo sviluppo di esperimenti e la definizione di conclusioni scientifiche, necessarie e preliminari a decisioni normative e operative».

Intanto, sul territorio, è in fase di formazione la squadra che dovrà effettuare la mappatura del fenomeno: scadrà il prossimo 17 giugno il termine ultimo per la presentazione delle domande relative al bando di selezione pubblica da parte di Arif, per la formazione di una “long list” di tecnici esperti da impiegare per il monitoraggio della Xylella fastidiosa.

 

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