Legalità e lotta alla mafia: dai ragazzi nasce il futuro

LEVERANO- “Carte Quarantotto. Costituzione, legalità e lotta alla mafia”. Questo il titolo del libro realizzato dagli studenti del Liceo Da Vinci di Maglie e presentato presso la sala consiliare del Comune di Leverano, in presenza del Viceministro dell’Interno Filippo Bubbico.

Un incontro fortemente voluto dall’assessore alla cultura Enzo Mega, come momento di riflessione e di memoria, per non dimenticare due grandi uomini che hanno fatto la storia, come Falcone e Borsellino. Ma non solo. In quell’attentato di 24anni fa, che sparse tanto sangue, fu ucciso anche un agente della scorta di Calimera, Antonio Montinaro, a cui l’amministrazione leveranese ha dedicato una via. E oggi più che mai è stato rievocato il suo nome, contando sulla partecipazione anche della famiglia. Diversi i presenti nell’aula consiliare. C’erano soprattutto i volti giovani dei vari istituti di Leverano e Copertino. Studenti, ragazzi, coloro che rappresentano il futuro, insieme alla voglia di sconfiggere la mafia e la criminalità. “Temi importanti”, precisa il sindaco Giovanni Zecca, argomenti che oggi, insieme a quello della Costituzione, bisogna saper affrontare e approfondire.

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Il libro, curato dal giornalista Rosario Tornesello, Caporedattore del Nuovo Quotidiano di Puglia, e Annarita Corrado, dirigente scolastica del Liceo di Maglie, ha visto la collaborazione di 200 studenti che hanno dialogato con personalità illustri del mondo della politica, del giornalismo e dell’ambiente universitario.

Carte Quarantotto, mette nero su bianco la storia di ieri di oggi e del domani. Sono i giovani a parlare, sono loro a voler dimostrare come come l’impegno quotidiano possa contribuire a tutelare i valori costituzionali. “E’ importante che siano proprio i ragazzi a riflettere e ragionare su temi così importanti -afferma il prefetto Claudio Palomba- perchè è dal confronto e dalle idee si può avere chiaramente uno sviluppo”.

Soddisfatto e orgoglioso di questo progetto anche il viceministro Bubbico: “E’ stata una bella esperienza perchè l’educazione alla legalità non deve mai rappresentare un fatto rituale o retorico, ma deve invece alimentare una discussione, un approfondimento e una ricerca da parte dei giovani. L’esperienza di Maglie è interessante perchè i ragazzi sono diventati protagonisti.

E.P.

 

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