Fast food o città d’arte? Commercianti divisi ma in Commissione nessuna risposta

LECCE-  Il rischio è che senza programmazione il centro storico si trasformi in un fast food. Che significa, una città d’arte da mordi e fuggi, movida incontrollata, rumorosa e sporcacciona, con poca attenzione alla cultura, agli eventi, al barocco, all’essenza vera di una città d’arte che aspira a diventare patrimonio Unesco. È stato il consigliere comunale del Pd Antonio Rotundo ad aver lanciato l’allarme e portato la questione in commissione controllo chiedendo tempi certi per il piano di riqualificazione del centro storico, e tirando in causa la bocciatura a “Città europea della cultura 2019”, che invece avrebbe dovuto insegnare qualcosa. In commissione però l’assessore al ramo severo Martini, non si è fatto vedere e ed il dirigente del settore urbanistica, l’ architetto maria Antonietta Greco, ha confermato i sospetti: nonostante un anno e mezzo fa, nel Consiglio Comunale del 18 dicembre 2014, n cui fu approvata la delibera, la giunta sottolineò con forza la necessità di provvedere con urgenza alla stesura di tale piano, di questo si è persa ogni traccia.

La stessa te ha confermato come non si sia costituito nemmeno, per il mancato stanziamento delle somme, del gruppo di lavoro che avrebbe dovuto redigere il piano. Ed ora, dice Rotundo, a causa dell’assenza dell’assessore in commissione, non abbiamo neanche un impegno sui tempi.  Ha due facce il centro storico leccese, quella del giorno e quella notte. Quella dei piccoli negozi d’artigianato e delle gallerie d’arte e quella dei pub , dei ristoranti, dei bar e dei chioschetti, con i suoi pro e contro. La rinascita del centro storico per molti non più prescindere dalla chiusura alle auto h 24. il comitato decidi tu continua nella petizione, una sorta di referendum tra i cittadini supportato dall’Adoc.  Nel frattempo insieme alle associazioni del comitato “Decidi Tu”, promotore del Referendum cittadino propositivo sulla estensione delle ZTL h24 e 7 giorni su 7.

 

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