Contributi alla Diocesi, atei all’attacco: esposto alla Corte dei Conti

LECCE- Tra la Chiesa e il Comune di Lecce, ora si mettono di traverso gli atei: esposto alla Corte dei conti, “per accertare le responsabilità sulla regolarità del calcolo dei contributi, col recupero delle maggiori somme erroneamente erogate”. Lo annuncia Giacomo Grippa, responsabile di Democrazia Atea Lecce.
Il nuovo nodo si inserisce nella discussione di questi giorni relativa alle aperture delle chiese e ai fondi che non ci sono per sostenerle, in particolare quelli derivanti dal versamento del 7 per cento degli oneri di urbanizzazione secondaria versati dai cittadini per il ritiro delle concessioni edilizie. La mancata erogazione riguarderebbe le annualità dal 2009 al 2012.

“Per la verità – spiega Grippa – con determina del Settore Urbanistico del 2011 sono stati erogati, a saldo per il 2007 e come quota per il 2009, 128.031 euro all’ Arcidiocesi ed 3.553 euro ai Testimoni di Geova. Questo sulla base di quanto stabilisce la legge regionale 4/94, a cui il Comune non è più soggetto. Inoltre, il Comune di Lecce ipotizza erroneamente che i leccesi sarebbero per il 97,3 per cento cattolici e per il 2,7 per cento testimoni di Geova e sulla base di queste percentuali  procede al riparto in loro favore dell’ ormai noto 7per cento degli oneri riscossi”.

 

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