La rotta mai chiusa: nuovo sbarco all’alba, presi due scafisti

CASTRO (di T.C.)- Questo video amatoriale riprende il momento che ha segnato il nuovo giorno del Salento: sono le otto del mattino e due motovedette della Guardia di Finanza e altrettanti gommoni della Guardia Costiera hanno appena intercettato, al largo di Marina Serra, a Tricase, un potente gommone di dieci metri. Lo scortano verso il porto di Otranto. A bordo ci sono due uomini, un albanese e un greco, ritenuti presunti scafisti, traghettatori dello sbarco avvenuto poco prima a Castro.
È stata la telefonata di due cittadini a segnalare la presenza a terra lì di 21 migranti, subito rintracciati dai carabinieri della compagnia di Tricase. Sono tutti di nazionalità iraniana, siriana e somala. Un indizio non da poco e che potrebbe dire molto della riapertura della rotta adriatica, come paventato nelle ultime settimane. Se sia la punta di un iceberg più grande, quello dello spostamento verso la Puglia dei flussi bloccati nei Balcani, è ancora presto per dirlo. Di certo c’è quest’arrivo era atteso, ad oltre due mesi di distanza dall’ultimo tragico episodio nel Capo di Leuca, preceduto solo da un altro la scorsa estate.

La provenienza dei migranti e degli uomini ritenuti scafisti, ora in stato di fermo, non è, dunque, un dettaglio. Indagini del pool antimmigrazione sono in corso per capire da dove il natante sia partito. Ma anche se abbia effettuato più di un attracco: lo scafo è così grande da poter contenere almeno 30 o 40 persone, il doppio di quelle ritrovate a terra. Per questo si pensa che, com’è stato a gennaio, ci si sia fermati in più punti della costa salentina. Nel frattempo, è stato pattugliato tutto il tratto di mare fino a Corfù, con motovedette delle Fiamme Gialle e un aereo spagnolo dell’agenzia Frontex, ma non sono state ritrovate altre imbarcazioni idonee al trasporto migranti.

 

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