“Violazione leggi sugli appalti”, Anac: la Procura indaghi gli Aro

LECCE- La gara d’appalto da 32 milioni e mezzo di Euro dell’Aro Lecce 9, allora capofila Parabita, era stata revocata a febbraio, su decisione dell’assemblea dei sindaci. Gli ARO -Ambiti di raccolta ottimali di rifiuti- della Regione Puglia e la loro attività sono oggetto di una lunga e articolata contestazione da parte dell’Autorità di Vigilanza, che ora arriva in Procura a Bari, con una denuncia anche alla Corte dei Conti.
Per l’Aro Lecce 9 l’intervento dell’ANAC, Autorità nazionale anticorruzione, era stato sollecitato dall’Avv. Pietro Quinto e questo, secondo il legale leccese, ha consentito all’Autorità di Vigilanza di sindacare anche l’attività degli altri ARO, che riceve “una durissima reprimenda da parte di Raffaele Cantone. Il massimo responsabile dell’Autorità Nazionale Anticorruzione -spiega Quinto- ha passato in rassegna l’intero sistema degli Ambiti Territoriali Ottimali della Regione Puglia e ha concluso impietosamente che “Le risultanze istruttorie mostrano una non radicata cultura di condivisione della attività amministrativa, di un confronto costruttivo tra i rappresentanti delle comunità locali, che ha impedito una sintesi degli interessi locali tempestiva, stabile e produttiva di effetti”.

Tutto questo nasce dagli esposti redatti dall’avv. Quinto per conto dei Sindaci dei Comuni di Parabita, Miggiano, Specchia e Montesano Salentino, che si erano tenacemente opposti, dopo aver conseguito anche un risultato favorevole del TAR Lecce, alla determinazione della maggioranza guidata dal Comune di Casarano che aveva improvvisamente revocato il bando di gara indetto dallo stesso ARO quando era a guida del Comune di Parabita, e sottoposto a riesame il Piano d’Ambito, così azzerando tutti gli atti del procedimento e determinando una violazione dei termini posti dalla Legge istitutiva dell’ARO per gli adempimenti utili alla gestione unitaria dei servizi di igiene. Nei vari esposti era evidenziato che, così facendo, non solo si violavano i termini perentori per l’esercizio delle funzioni istituzionali, ma in buona sostanza si finiva per favorire le illegittime proroghe dei servizi gestiti dai singoli Comuni in violazione di tutte le leggi in materia di appalti. Di ciò viene dato atto nella Relazione-denunzia di ANAC “che stigmatizza siffatti comportamenti al punto da inoltrare copia degli atti alla Procura della Repubblica di Bari e alla Procura della Corte dei Conti.

“Ancora una volta gli Amministratori -come sottolineato nella Relazione di Cantone- sono sintomo ed evidenza di una Amministrazione locale più interessata al mantenimento dello status quo anziché proseguire –pur nel rispetto delle legittime prerogative e interessi locali- obiettivi sfidanti, migliorativi dello status quo medesimo, che nel caso di specie, coincidono con la prevenzione della corruzione nel mercato e la piena contendibilità del ricco mercato pugliese dei servizi di gestione unitaria dei rifiuti”.

“Nessun ARO della Regione Puglia -DICE QUINTO- si salva dal giudizio impietoso di Cantone, che denunzia, in particolare il prolungato ricorso dei Sindaci alle ordinanze contigibili ed urgenti di proroga degli affidamenti in essere nei singoli Comuni, invece di far funzionare gli ARO e di indire pubbliche gare per l’affidamento degli appalti nel rispetto della legge”.

 

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