Inquinamento dei suoli e tumori, la Lilt avvia la ricerca nel Salento

LECCE- C’è connessione tra inquinamento dei terreni e tumori? È la domanda cruciale a cui proverà a rispondere la Lega Tumori di Lecce, con una ricerca scientifica finanziata con 120mila euro da parte della sede centrale della LILT a Roma (con i fondi del 5xmille 2013).
Il progetto è denominato “Sistemi di valutazione di diagnosi precoce delle correlazioni tra genotossicità dei suoli e neoplasie in aree a rischio per la salute umana (GENEO, in acronimo)” e prevede che verranno effettuate indagini chimico-fisiche e biologiche dei suoli pertinenti a quelle aree territoriali della provincia di Lecce, in cui vi sono elevati tassi di incidenza e mortalità per tumore, rilevati dagli studi epidemiologici. In sostanza, appunto, si intende accertare un eventuale nesso significativo tra fattori di rischio presenti in loco e sviluppo abnorme di patologie oncologiche nella popolazione.

Siamo ben consci del notevole livello di attenzione su questi temi da parte dei cittadini e della pubblica opinione”, dicono dalla Lilt, in prima linea sempre sui temi dell’emergenza ambientale salentina. Per questo la sezione leccese aveva presentato il progetto, in linea col suo storico impegno sul fronte della prevenzione primaria. L’obiettivo resta quello di individuare le cause dei tumori e colpire direttamente a monte le possibili fonti. La ricerca è una prima immediata risposta ai numeri choc diffusi un mese fa con la pubblicazione del primo Report Ambiente e Salute della provincia di Lecce: qui, ognuno ha più di una possibilità su quattro di ammalarsi di cancro, perché il rischio di contrarlo è pari al 26,5 per cento delle probabilità, in un’età media di 66 anni.

Ogni anno, si contano 4129 nuovi casi e 2084 morti. Sono i dati derivanti dal Registro tumori leccese, che tra il 2003 e il 2008 testimonia di una carneficina: 24776 nuovi malati e 12504 morti. Sempre più in aumento i tumori al polmone, alla vescica, al colon retto e alla tiroide, oltre che alla mammella per le donne.

La Lilt, in questo progetto, non viaggerà da sola: sarà affiancata dall’Università del Salento, dal Dipartimento di Prevenzione della ASL di Lecce e dal Settore Ambiente della Provincia di Lecce (che cofinanzia per 20.000 euro l’indagine). “Si è inteso in tal modo mobilitare e far agire in sinergia le competenze scientifiche e le Istituzioni del territorio – spiega il presidente Giuseppe Serravezza – affinché si acquisisca tutti consapevolezza della posta in gioco e per aprire la strada ad un approccio concettuale e ad un metodo che crediamo possano essere esemplari per ulteriori sviluppi”.

 

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