Rsu, Provincia in assemblea: “Il nostro futuro appeso ad un filo”

LECCE-  Crescono timore e preoccupazione nei lavoratori Rsu della provincia di Lecce. Il quadro generale rende incerto il futuro dei dipendenti che operano nei servizi sociali, nelle politiche culturali e biblioteche, nei centri per l’impiego e formazione professionale, nelle attività produttive, nel turismo e agricoltura e nello sport e politiche giovanili, funzioni non più di competenza provinciale.
La normativa in materia di funzioni non fondamentali – dicono – prevedeva che le regioni dovessero legiferare entro il 31 dicembre 2015. La Regione lo ha fatto ma, nel contenuto, la legge ha in sostanza rinviato il trasferimento delle funzioni “non fondamentali” al luglio 2016 “agli impegni verbali, assunti dalla regione di avviare una ricollocazione delle funzioni, dei servizi e del personale, non sono seguiti fatti concreti. Siamo stritolati – proseguono – tra l’immobilismo del Ministero e l’attendismo della Regione Puglia, nonché della stessa provincia che trova più facile accusare i primi due, piuttosto che esercitare un’attività propulsiva e di mediazione per trovare soluzioni possibili”.

Incertezza anche nei lavoratori che sono stati inseriti nel novero delle cosiddette “funzioni fondamentali”, che, ad oggi, sia per i tagli lineari 2015 – 2018 imposti dalle Leggi di stabilità, che per le mancate risposte in termini di copertura delle funzioni ascrivibili a livello regionale, non hanno alcuna garanzia di copertura dei loro stipendi.

 

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