Tra due giorni lo sfratto: famiglia di Trepuzzi chiede aiuto

TREPUZZI- La famiglia Provenzano -padre, madre e due figlie di 21 e 26 anni- vive qui da molti anni, in questa palazzina in via Sicilia, a Trepuzzi. Ma ora sarà sbattuta fuori. Gli appartamenti, tranne uno acquistato dall’inquilino che lo abita, saranno messi all’asta e, chi non ha la possibilità di comprarli, martedì 1 marzo sarà sfrattato.
Succede perché questa palazzina, dopo essere stata sequestrata, era già in mano ad un curatore fallimentare, che riscuoteva l’affitto e lo versava al Tribunale. I signori Provenzano per otto anni hanno pagato regolarmente il canone, ma ora hanno un debito, da molti mesi non pagavano l’affitto perché il capofamiglia non lavora e sono disoccupati anche moglie e figlie. Per i viveri e per le bollette vengono aiutati dalla Caritas. Il loro ISEE è pari a 8 Euro.

Va da sé che di certo non hanno i soldi per comprare una casa. La situazione è disperata, ma con grande dignità chiedono solo di poter lavorare. Dicono che i politici hanno voltato loro le spalle, pir conoscendo la storia da tempo.

La domanda per ottenere un alloggio popolare l’hanno fatta da poco, da quando hanno saputo che avrebbero perso la casa. Ci dicono anche che ci sono tre appartamenti di proprietà del Comune -al cimitero, presso gli impianti sportivi e in una scuola elementare- che sono liberi. “Perché -chiede il sig. Provenzano- non ce ne danno uno per abitarci? Io, in cambio potrei fare il custode del cimitero, il bidello, qualsiasi lavoro!”.

Abbiamo contattato il sindaco Oronzo Valzano. Ribadisce che il Comune non è insensibile alle problematiche delle fasce deboli e che in paese ci sono decine e decine di casi ugualmente drammatici. Per quanto riguarda gli alloggi citati, spiega che sono inagibili o occupati. Ma, come è già stata trovata una soluzione con un sostegno ai fratelli De Pascalis, di cui ci siamo occupati qualche giorno, fa, così si può fare per questa famiglia. L’assessore Lucia Caretto fa sapere di aver già parlato con don alessandro, che da mercoledì può ospitarli negli appartamenti della chiesa. È una soluzione temporanea, ma avranno un tetto sulla testa finché non troveranno una nuova casa. Allora il Comune potrà intervenire con un contributo straordinario -giacché il bilancio è bloccato- per poter pagare l’affitto nei mesi in cui loro non ci riescano.

Un piccolo passo, ma importante. Ora l’appello è alla gente comune, a chi ha un appartamento da poter offrire.

 

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