Le mani della ‘Ndrangheta su Taranto: la droga il grande affare

LECCE- La ‘Ndrangheta punta a conquistare Taranto. Anzi, ha già messo le sue mani su una parte di città e di provincia ionica. È la rivelazione inedita che fa la Commissione parlamentare antimafia, citando quanto ascoltato durante l’audizione della Dda, nella giornata di ieri. La potente mafia calabrese si è insinuata pian piano nella piazza tarantina, dopo la decapitazione del clan Modeo. Gli interessi sono precisi: la droga.

Dagli stupefacenti agli altri appetiti nell’economia ionica il passo sembra essere breve. E senz’altro “Taranto è la realtà che ha bisogno di attenzione particolare, perché è in grande difficoltà, con livelli di povertà assoluta che dilaga su grandi fasce della popolazione”, è spiegato.

Ma è proprio la droga, ancora, il “core business” della mafia salentina, caratteristica che le altre hanno superato, ma che qui è il collante che tiene unite tutte le diverse realtà. “Paradossalmente – ha detto Rosy Bindi, presidente della commissione – la forza della Scu sta nella sua configurazione reticolare, senza vertice, con famiglie che si spartiscono pacificamente il Salento. E se questo rende possibili operazioni di smantellamento delle singole realtà, ciò rende complicata la completa bonifica del territorio”.

A Brindisi, gli interessi riguardano soprattutto i rifiuti e la vicenda dell’arresto del sindaco Mimmo Consales consegna “aspetti che hanno bisogno di essere indagati”. È proprio in riferimento a Brindisi che arriva la stilettata della commissione, che chiede un “maggior coordinamento tra Procura e Dda”, “auspicabile perché in una realtà piena di interrogativi si richiede che ci sia la capacità di capire dove la criminalità e i reati comuni presentano indizi di tipo mafioso”.

Si chiede anche di concentrarsi nel capire dove vengano reimpiegati i grandi proventi della Scu, “ciò che non emerge da molte inchieste”. Si danno delle dritte: la filiera agricola, come il recente rapporto sulle agromafie suggerisce; le sponsorizzazioni sportive e poi il turismo, “perché il Salento va di moda e probabilmente non c’è solo interresse a penetrare l’economia accessoria, come quella dei parcheggi e dei servizi di guardiania”. Infine, il riferimento e il ringraziamento a Renata Fonte, “il cui sacrificio illumina di senso la politica di tutta Italia”, e a Yvan Sagnet e al movimento bracciantile di Nardò, “perché grazie a loro la commissione antimafia ha deciso di estendere il proprio raggio di azione anche a questo tema”.

 

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