Arsenico e Nichel nella falda, vertice d’urgenza su discarica di Castellino

NARDO’- La Regione Puglia non potrà scucire soldi per la bonifica della discarica di Castellino, a Nardo’, ciò che spetta alla società che gestisce il sito e, in virtù del principio “chi inquina paga”, ai Comuni che lì hanno conferito rifiuti. Bari potrà farlo solo se questi soggetti saranno formalmente inadempienti, intervenendo in loro sostituzione, ma con un’avvertenza: inviando il tutto in Procura perché si indaghi anche sulle responsabilità dei sindaci che si sono succeduti nel tempo alla guida dei 45 enti locali che hanno smaltito a Castellino. Molti, infatti, non hanno mai versato le quote per la futura bonifica della discarica e la Mediterranea Castelnuovo 2 srl, dal canto suo, non ha mai depositato la fidejussione a copertura del secondo lotto, mentre per quella esistente sul primo va verificato se non sia già scaduta, controllo preliminare che il Comune di Nardò dovrà fare con la Provincia di Lecce. Nel frattempo, è pronta per la società una diffida dalla Regione a mettere in sicurezza il sito.

E’ la sintesi del vertice d’urgenza convocato in mattinata a Bari, dopo le analisi rese note da Telerama e con le quali Arpa Puglia ha confermato sforamenti dei limiti di Arsenico, oltre che di Nichel, nella falda intorno alla discarica che per 15 anni ha accolto rifiuti, prima di essere chiusa nel 2007.  Presenti i consiglieri regionali Cristian Casili e Ernesto Abaterusso, il capo di gabinetto di Emiliano Claudio Stefanazzi, l’assessore comunale alle Politiche comunitarie Mino Natalizio e il dirigente dell’Ufficio Ambiente di Nardo’, Piero Formoso.

Il nodo è quello relativo alla post gestione della discarica, operazione per la quale è stimata una spesa di circa 5 milioni di euro.  A fine 2015, la Provincia ha già diffidato la società a farsi carico della messa in sicurezza, ma gli effetti sortiti al momento sono nulli, anche perché su questa vicenda è innestato un contenzioso avviato dalla Mediterranea Castelnuovo 2 srl, che ritiene che i Comuni non abbiano sborsato tutto il dovuto e che la chiusura anticipata del sito abbia comportato mancati incassi a copertura della bonifica.

La matassa non è semplice da districare. Lunedì pomeriggio, a Lecce, il governatore Michele Emiliano ha incontrato l’assessore all’Ambiente del Comune di Nardò, Francesca De Pace, per provare a fare il punto prima del tavolo di questa mattina.

“Secondo noi – dice il sindaco Marcello Risi – solo la Regione può intervenire, anche se si tratta di anticipazione delle somme, da richiedere poi a società ed eventualmente ai Comuni. Gli importi sono troppo elevati e crediamo ci siano le condizioni per intervenire in modo eccezionale da parte sua perché il sito è potenzialmente pericoloso”. Si sta redigendo anche l’esposto da inviare in Procura, sulla base dei dati Arpa, perché l’autorità inquirente ha strumenti ulteriori per poter indagare e capire cosa sta accadendo nel sottosuolo di Castellino. La preoccupazione è che nel primo lotto della discarica ci sia qualcosa che non vada, guaine che non proteggono più le pareti di cava o rifiuti diversi da quelli solidi urbani.

 

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