Alba Service, domani Tavolo Istituzionale: “Senza garanzie torneremo a protestare per strada”

LECCE- Ieri la manifestazione in città, oggi si continua la protesta per  mantenere stretto un posto di lavoro, o meglio per cercare di salvarlo. I dipendenti di Alba Service continuano con l’occupazione a oltranza di Palazzo Adorno. Un’occupazione pacifica, almeno fino a quando non riusciranno ad avere delle risposte concrete per il loro futuro.

Sono sette le mensilità arretrate che hanno portato molte famiglie a indebitarsi e a vedersi pignorati i propri appartamenti. E ora come se non bastasse arriva la notizia delle lettere di licenziamento. C’è rabbia e malcontento, ma soprattutto c’è voglia di non mollare. Da qui la protesta per le vie della città, con il sit-in sotto la Prefettura. Con cartelli in mano, i  lavoratori di Alba Service hanno fatto sentire la loro voce.

 La colpa del tramonto della società sarebbe da imputare alla riforma Delrio, che ha svuotato le Province di ruoli e competenze ed ha costretto a pesanti tagli. Si parla di 130 persone, 130 lavoratori e le loro famiglie, messe in ginocchio. Sul gradino più basso, però, ci sono i lavoratori a fare le spese di quello che definiscono “caos organizzativo”. 

Ieri i lavoratori sono riusciti a incontrare il Prefetto Claudio Palomba che ha assicurato la convocazione di un tavolo istituzionale per la giornata di domani al fine di trovare delle soluzione per sospendere le procedure di licenziamento. Ma in attesa di questo incontro, i lavoratori continuano con una occupazione pacifica di Palazzo Adorno“E’ da ieri pomeriggio che siamo qui e continueremo con questa protesta fino a quando non riceveremo delle garanzie. In caso contrario ritorneremo a manifestare per le strade della città -afferma Alessandro Monosi FISASCAT Cisl Lecce- In mattinata un gruppo di lavoratori ha anche bussato alla porta del Vescovo che ha immediatamente preso provvedimenti, chiamando le istituzioni. Anche l’On.Teresa Bellanova si sta interessando del nostro caso. Ora attendiamo delle risposte”.

 E.P.

 

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