Pasticcio primari: trasferiti al Fazzi ma scelti per altra sede. Rischio dietrofront

LECCE- Si trasforma in un pasticcio il trasferimento a Lecce di quattro primari per coprire le direzioni vacanti di altrettanti reparti nevralgici. Il loro trasloco, dai nosocomi di Scorrano e Copertino, nel 2012/2013, non si sarebbe potuto disporre. E ora c’è il rischio di un dietrofront, com’è già successo con l’Ortopedia di Gallipoli. “Stiamo valutando cosa fare”, dice, in poche parole, il direttore sanitario della Asl, Antonio Sanguedolce. In forse c’è il timone di Anestesia del Fazzi, ora in mano a Giuseppe Pulito, che era direttore a Scorrano, dove adesso c’è il facente funzioni Angelo Musarò.
Anche l’Ostetricia-Ginecologia leccese vive lo stesso problema: il dottor Antonio Perrone proviene dallo stesso reparto di Copertino, dove, in un primo momento, ha preso il posto Alex De Marzi, ma ora c’è il primario “a scavalco” proveniente da Galatina. Idem per la Pediatria: il 24 giugno 2013, Piero Caprio si è insediato al Fazzi, spostato qui dal San Giuseppe di Copertino, dove ad interim è arrivato Raffaele Montinaro, a cui fa capo anche lo stesso reparto del Santa Caterina Novella.

Così anche per la gestione della Farmacia ospedaliera: dopo il pensionamento della dottoressa Giulia Palmieri, dal 1° novembre 2013 l’ex manager Asl Valdo Mellone dispose l’affidamento dell’incarico al Fazzi a Letizia Fulceri e dell’interim sull’ospedale di Copertino a Patrizia De Pascalis, che ha mantenuto anche la direzione di Galatina. Trasferimenti interni, insomma, motivati dall’obiettivo di garantire la presenza dei direttori in posti chiave altrimenti scoperti dell’ospedale più importante del territorio.

Tuttavia, la procedura sarebbe irregolare: non è contemplata una mobilità interna dei primari e i posti vuoti devono essere coperti con un regolare concorso pubblico. Nel frattempo, a reggerli, in virtù del famoso “articolo 18”, avrebbe dovuto essere un facente funzioni, scelto tra i medici già assegnati alla struttura.  Nel novembre 2013, anche la Regione Puglia scrisse alla Asl, in riferimento al caso che ha sollevato il problema, quello del doppio trasloco a Lecce del primario di Ortopedia di Gallipoli e lì di quello leccese, la staffetta Portaluri-Rollo, a cui poi si è dovuto rinunciare.

In quell’occasione, il “Servizio regionale Programmazione assistenza ospedaliera e specialistica” è stato chiaro: “un candidato selezionato per l’incarico di direttore di struttura complessa, per il quale si suppone siano state definite preventivamente le caratteristiche del profilo ricercato, non può essere assegnato ad altra struttura, quella del polo ospedaliero di Lecce, che pur essendo della medesima disciplina, ha caratteristiche organizzative e gestionali diverse”. Tra l’altro, la sede di destinazione “è clausola fondamentale del contratto individuale del lavoro dei dirigenti medici”. Per questo si invitò la Asl a revocare la procedura, “anche in considerazione dei correlati possibili danni erariali per l’Azienda”.  Mentre per Gallipoli si è messo mano ai provvedimenti, per gli altri reparti, invece, la situazione è rimasta in piedi. Ed è diventata ora una vera gatta da pelare per via Miglietta.

 

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