Xylella, torna a riunirsi la task force. La Regione: “Consigliateci la gestione del post emergenza”

QuattroStelle

BARI-E’ tornata a riunirsi questa mattina la task force regionale su Xylella, dopo la prima riunione del 16 novembre scorso. La Regione Puglia ha chiesto indicazioni su profili di ricerca nuovi e su quale linea di comportamento attuare nella gestione del post emergenza, a partire dal 6 febbraio prossimo.
Obiettivo dichiarato dal direttore del Dipartimento regionale di Agricoltura, Gianluca Nardone, è ottenere il declassamento rispetto all’attuale stato di quarantena. Quattro ore di discussione, trenta interventi, 60 gli esperti invitati, tra docenti universitari, ricercatori provenienti da tutta Italia e, stavolta, anche giuristi. Non coinvolti, invece, gli studiosi precedentemente presenti ma che risultano tra i dieci indagati nell’inchiesta della Procura di Lecce.

Diversi gli spunti forniti, essendo differenti anche gli orientamenti degli intervenuti. La nuova strategia, in ogni caso, parte dal punto fermo dell’impossibilità dell’abbattimento degli ulivi, misura invisa alla Regione, che ha chiesto alternative, soprattutto per l’elaborazione delle nuove linee guida che dovranno entrare in vigore dal prossimo mese. Affrontato anche il nodo laboratori per le analisi sulla presenza del batterio: la Regione ha annunciato che, oltre al Basile Caramia di Locorotondo, il cui direttore Nicola Savino è indagato, ne saranno accreditati degli altri, tra cui uno in seno all’Università del Salento e l’altro a Foggia.

Tra gli altri interventi, quello di Giovanni Martelli, professore emerito di Patologia vegetale dell’Università di Bari: ha annunciato che è completato il lavoro di ricerca sulla resistenza (e non semplice tolleranza) del leccino alla Xylella, ma lo studio è in attesa di pubblicazione da parte di una rivista scientifica internazionale. “Il leccino reagisce alla presenza di Xylella – ha spiegato Martelli – accendendo una serie di geni che decodificano proteine coinvolte nella resistenza, mentre l’Ogliarola di Lecce no”.

Cristos Xiloyannis, docente di colture arboree presso l’Università della Basilicata, è stato fortemente critico sul fatto che i finanziamenti alla ricerca siano di fatto limitati solo a chi l’ha finora ufficialmente portata avanti a Bari. Tra i presenti, anche medici, come Maurizio Portaluri, primario della Radiologia del Perrino di Brindisi: ha parlato della necessità in Puglia di ridurre l’uso di pesticidi per principio di precauzione e per alcune evidenze epidemiologiche, proponendo di acquisire le esperienze di buone pratiche popolari attraverso la ricerca partecipata.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*